Home / Il Castello / Il Castello di Oria: Vascello natante nell’aria

Il Castello di Oria: Vascello natante nell’aria

Il Castello di Oria ha forma di triangolo isoscele e per questa sua forma è stato paragonato ad un “Vascello natante nell’aria”.

Castello Oria

Il Castello ha la forma di un triangolo isoscele con il vertice a Nord e base a Sud, costituito da tre torri: “Del Cavaliere”, “Quadrata” e “Del Salto”. Per questa particolare forma a triangolo è stato paragonato ad un “Vascello natante nell’aria”.

Il Castello di Oria fu realizzato tra il 1225 e il 1233, per ordine dell’Imperatore Federico II degli Hohenstaufen, sui ruderi dell’antica acropoli messapica.

I muri esterni sono provvisti di semplici merli, di torrette aggettanti e di bastioni formidabili; termina a Sud con le torri cilindriche angioine, dette del Salto e del Cavaliere e con la massiccia Torre Quadrata. Nell’interno ha una vasta piazza d’arme che può accogliere 5000 soldati (mq. 3600) con caserme, magazzini, cisterne e passaggi segreti. Ai piedi della Torre del Salto, colonne e marmi dell’antica chiesa bizantina indicano l’ingresso all’Ipogeo dei SS. Crisante e Daria, primi protettori della città, costruito dal Vescovo Teodosio verso 1890 sui ruderi di un tempio pagano.

Il superbo maniero fu restaurato da Giovanni Antonio Orsini, Principe di Taranto, in quanto la fortezza aveva subito danni considerevoli, sia durante l’assedio di Manfredi, quando questi domò la rivolta di Tommaso d’Oria (1254), sia negli assalti di Giacomo Caldora che, per ordine della Regina Giovanna II di Napoli, mise a ferro e a fuoco la città. All’inizio del XV secolo, durante la guerra tra francesi e spagnoli, Pedro de Paz assediò Oria con 12000 soldati e 20 pezzi di artiglieria ma ancora una volta la rocca si rilevò inespugnabile e fu conclusa una pace onorevole il 29 settembre 1504.

Dopo i marchesi Roberto e Gianbernardino Bonifacio, possedettero il castello i Principi Borromeo di Milano fino a quando il Cardinal San Carlo alienò il feudo di Oria. Nel 1575, esso fu acquistato dai marchesi Imperiali di Genova il cui ramo principale si estinse nel 1779.

Nel Castello di Oria soggiornarono molti illustri personaggi, quali:

– la regina Maria d’Enghien, che da Oria andò a Taranto per sposare re Ladislao di Napoli (1406);

– Isabella di Chiaromonte, prima di recarsi a Napoli per sposare il figlio del re Alfonso il Magnanimo (1440);

– suo marito Ferdinando d’Aragona durante la visita alle città del Salento, alle quali inviò alcuni decreti datandoli “ex nostro Castro Uriae” (1447);

– il loro figlio Alfonso II, che da Oria si recò ad Otranto per cacciare i Turchi dalla “Città degli 800 Martiri” (1480).

Il castello di Oria è stato, nei secoli, meta interessante di studiosi e di turisti famosi: da Teodoro Mommsen a Gregorovius, a Corrado Ricci e a Paul Bourget, che nel “Sensations d’Italie” lo definì “Gigantesque hijou de pierre” (Gigantesco gioiello di pietra); da Guglielmo di Hohenzollern e da diversi principi di Casa d’Asburgo a Maria José di Savoia e Margareth d’Inghilterra.

Restaurato più volte, il castello è stato di proprietà della nobile famiglia Martini-Carissimo che permutò il maniero con il Palazzo di proprietà (Palazzo Martini) diventato poi sede del Municipio. Oggi il castello, divenuto monumento nazionale, è proprietà della famiglia Romanin-Caliandro, che ha attuato una grande opera di restauro

 

 

Controllare anche

Salute prevenzione Oria

Salute si accomodi: ciclo di incontri su prevenzione e salute a Oria

Salute si accomodi: “Vaccini e società: un diritto o un dovere?” “Donne e salute: l’importanza della prevenzione”, sono i temi degli incontri in programma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *