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Mostra TOULOUSE LAUTREC. Scheda di Domenico Russo

Manifesti nella Parigi della Belle Epoque – Toulouse-Lautrec: pubblichiamo un’altra scheda di Domenico Russo di Oria (BR), tratta dal Catalogo della Mostra.

Artisan Moderne Lautrec

Manifesti nella Parigi della Belle Epoque – Toulouse-Lautrec: pubblichiamo un’altra scheda di Domenico Russo di Oria (BR),  tratta dal Catalogo della Mostra a cura di Stefano Roffi, Edizioni Gabriele Mazzotta. La Mostra sarà aperta da sabato 10 settembre a domenica 11 dicembre 2011, nella sede della Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo, Parma.

MANIFESTI NELLA PARIGI DELLA BELLE EPOQUE – Toulouse Lautrec

Henri de Toulouse-Lautrec

L’Artisan Moderne, 1896

L’Artigiano Moderno

Litografia a matita, pennello e spruzzo con graffito in cinque colori su un foglio di carta di cotone, mm 920 x 643

Monogramma dell’artista in basso a destra Testo di mano diversa Musée d’Ixelles, Bruxelles

Bibliografia essenziale: Delteil 1920, 350; Adhémar 1965, 70; Wittrock 1985, II, P. 24a; Adriani 2002, 59

“Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono, donne, ragazzi, vecchi, fanciulle”, canta Figaro esaltando l’importanza sociale che il suo mestiere gli ha dato accontentando ogni bizzarro desiderio. Nell’Artisan Moderne la quiete vellutata della stanza da letto di una giovane dama è destabilizzata dalla visita, prevista e forse desiderata, d’un artigiano pronto a esaudire ogni richiesta. La capacità di Lautrec di “fotografare” con la matita uomini e donne colti nella ricerca di piacere è svolta in questo manifesto verso una direzione farsesca. Con una scenetta piacevole e ironica l’artista si diverte a canzonare la classica visita del dottore alla giovane e avvenente malata (d’amore), mostrandocela in primo piano con ampia scollatura e sguardo voluttuoso. Fanno da contorno una cameriera meravigliata e un cane affettuoso. Al posto del medico o di Figaro c’è l’artigiano moderno che, con camice bianco e fiocco, martello e cassetta degli attrezzi, pare più un artista. Lautrec blocca la vicenda nel momento in cui le espressioni sono maggiormente caratterizzate, perché l’azione non si è ancora conclusa e ognuno è colto nel momento di massima distinzione. L’incertezza e l’equivoco sono in evidenza sottolineati dai punti interrogativi sulla parete, che esaltano la dubbia evoluzione della scena aprendo a un finale piccante. La litografia fu realizzata su richiesta del direttore de “L’Estampe Originale” André Marty, noto anche come arredatore, per la vendita di una serie limitata di prodotti di lusso, tra cui lampade, ceramiche, gioielli e vari oggetti d’arredamento da lui disegnati. Quattro sono gli stati della litografia e due di questi si distinguono per la presenza della parola “Qui?” (“Chi?”) sulla carta da parati, probabile allusione all’inaspettata visita dell’artigiano. “Niederkorn”, che si legge sulla cassetta degli attrezzi, è il nome dell’autore del testo della litografia, cui Lautrec affianca sull’altro lato della scatola il proprio monogramma. L’uomo ritratto nelle vesti dell’artigiano è Henri Nocq, medagliere belga, amico dell’artista. E proprio una lettera di Lautrec a quest’ultimo ci può dare una chiave di lettura più profonda: “Credo non si debba guardare William Morris per avere una risposta a tutte le vostre domande – malgrado il preraffaellismo e le numerose reminescenze – quest’uomo ha prodotto libri e oggetti di cui ci possiamo servire. Le cose che desideriamo si potrebbero riassumere nel modo seguente: meno artisti e più buoni artigiani. In una parola, più mestiere” (Schimmel 1992, pp. 304-305, n. 463). Lautrec mette dunque in evidenza come spesso l’artigiano sia sottoposto da facoltosi clienti (qui simboleggiati dalla giovane dama) a una serie di richieste frivole che ne sminuiscono e ne limitano le capacità. Lo richiama dunque a non sottostare a quelle distrazioni, perché il ruolo sociale assunto è diverso rispetto al passato, è ora più al centro della vita dell’alta borghesia, che vede nell’art nouveau un piacere dimostrativo di lusso e potere. La costruzione dello spazio è tradizionale e le decorazioni giocose si riproducono in punti di domanda d’ispirazione nabis che ridicolizzano un po’ i motivi curvilinei del nuovo gusto. L’uso della linea e anche dell’arabesco, molto diffuso a Parigi, assume in mano a Lautrec un’immediatezza mai inconclusa che non si perde, stabilizzandosi con rapidità di sintesi in un disegno altamente comunicativo e dotato di un ambivalente livello interpretativo. L’artista fa calare il sipario sul nostro Figaro mentre questi è intento a carpire dallo sguardo lascivo della dama le probabili richieste, lasciando all’immaginazione e magari alla malizia degli spettatori la conclusione della vicenda. Un finale aperto che induce il parigino a sorridere, a fantasticare e a comprare alcuni degli oggetti pubblicizzati. Scopo, questo, indiscusso di ogni manifesto pubblicitario in quanto tale: la promozione del prodotto tramite sollecitazione psichica dell’individuo è qui evidente e sfrutta un canale, quello velatamente erotico, che non può lasciare indifferenti gli uomini dell’epoca.

Domenico Russo

Il dott. Domenico Russo (Oria – BR), laureato in “Beni artistici teatrali, cinematografici e dei nuovi media” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Parma, collabora con la Fondazione Magnani Rocca di Parma. 

Per ulteriori informazioni e approfondimenti, leggi: TOULOUSE-LAUTREC e la Parigi della Belle Epoque (Comunicato stampa, informazioni sulla Fondazione Magnani Rocca e la prima scheda di Domenico Russo, immagini)

Tra le varie riviste del settore, i siti, i blog e i giornali quotidiani, ne parlano anche:

Ministero per i Beni e le Attività Culturali (TOULOUSE-LAUTREC e la Parigi della Belle Époque)

Repubblica.it (GRANDI MOSTRE – Lautrec, re della Belle Epoque. La grande mostra a ParmaA Mamiano di Traversetolo, alla Fondazione Magnani Rocca, una mostra sull’artista. Tra giapponismo, vedettes e Moulin Rouge, spicca il corpus completo delle famose affiches di LAURA LARCAN)

Città d’Arte Emilia Romagna (Toulouse Lautrec e la Parigi della Belle époque)

HANSA.IT (Henri de Toulouse-Lautrec torna in Italia)

ParmaSera.it (TOULOUSE-LAUTREC e la Parigi della Belle Époque alla Fondazione Magnani Rocca dal 10 settembre)

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