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L’Organo dei Celestini

Eco ritrovato di antiche armonie – Pino Malva e Mauro Mattei.

Organo-Celestini

Presentazione

Lo scorso mese di settembre il Papa Benedetto XVI, nella Basilica dell’Alte Kapelle di Ratisbona, pronunciò in occasione dell’inaugurazione del nuovo organo, un discorso (riportato per intero in appendice) nel quale con limpidezza e brevità spiegò perché la musica e il canto sono più di un abbellimento del culto; infatti fanno essi stessi parte dell’attuazione della Liturgia. Poi proseguì, affermando che L’organo, da sempre e con buona ragione, viene qualificato come il re degli strumenti musicali, perché riprende tutti i suoni della creazione e dà risonanza alla pienezza dei sentimenti umani.
Quanto detto dal Papa è un’ulteriore conferma di ciò che il Concilio Vaticano II, nella Costituzione della Sacra Liturgia al n. 120 afferma: Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, come strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere mirabile splendore alle cerimonie della chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle realtà supreme.
Quando, nel 2002, fui nominato Parroco della Basilica Cattedrale mi rallegrai per presenza di un organo a canne del 1912, costruito dalla ditta Inzoli di Crema, simile a quello della Chiesa Madre di Latiano, restaurato nel 1997; l’organo della Cattedrale, nonostante l’avvenuto restauro negli anni ‘80, non rispondeva del tutto alle sue potenzialità in quanto il suo funzionamento era parziale. Per le liturgie, animate dal coro polifonico, ci si serviva dell’organo elettronico, donato da mons. Armando Franco nel 1985 e di una tastiera elettronica per tutti i riti giornalieri. Le celebrazioni liturgiche risultavano però mortificate e talvolta il suono elettronico diveniva insopportabile soprattutto nel contesto dell’edificio.
Consultai così alcune ditte di organari per il ripristino nella sua originaria armonia dell’Qrgano Inzoli. Nel corso di un sopralluogo feci visionare anche ciò che restava di un organo antico depositato in una stanza della Chiesa di S. Giovanni Battista. Mi incoraggiarono le possibilità che la ditta Bottega Organaria di Soncino mi diedero per un eventuale recupero che ad occhi inesperti sembrava impossibile. Ebbe inizio così la progettazione per il restauro della parte fonica dei due strumenti, l’organo monumentale Inzoli della Basilica e l’organo Sanarica, del 1757, di S. Giovanni Battista; per quest’ultimo si approntò anche la progettazione per il restauro della cassa lignea. Ottenute le diverse approvazioni dalla Soprintendenza P.S.A.E. di Bari, nel maggio 2004 iniziarono i lavori.
La decisione di procedere non fu facile soprattutto per l’impegno economico che l’operazione richiedeva. Si diede la priorità all’organo Inzoli, convinto anche di fare cosa buona recuperando lo strumento antico di S. Giovanni Battista che sarebbe andato certamente perduto. Vi erano perplessità sul numero di organi, a canne ed elettronici, presenti in Cattedrale e sulla collocazione del nuovo, ma volendo il meglio per le Liturgie nella Chiesa Madre della Diocesi, tutte le perplessità furono superate, anche grazie al consiglio e alla vicinanza di alcuni fedeli ed ai vantaggi operativi ed economici che offriva la Bottega Organaria per il restauro dei due organi.
Il restauro della sola parte fonica dell’organo lnzoli è stato concluso nel 2005. Per questo strumento non c’è stata una vera inaugurazione, ma sono stati promossi due Concerti in occasione della Giornata Organistica Italiana nel marzo 2006 e nel marzo 2007.
Il restauro della parte tonica e della parte lignea dell’organo Sanarica è stato invece realizzato nel 2005-2006. Per questo strumento, risultante il più antico di Oria, si è pensato di pubblicare questo scritto e di organizzare un Concerto inaugurale, volutamente programmato nel 2007 per celebrare il 250° anniversario della costruzione dello strumento, da intendere anche momento celebrativo per il restauro di entrambi gli strumenti.
Colgo l’occasione per dire grazie a quanti hanno contribuito ai costi del restauro, ai signori Ugo Cremonesi e Claudio D’Arpino titolari, della Bottega Organaria, alla dott.essa Maria Giovanna Di Capua della Direzione Regionale per i Beni Culturali di Bari, all’arch.
Maria Formosi, al M° Mauro Mattei, ai signori Giuseppe Sgura e Giovanni Annè, al prof. Pino Malva, ai restauratori Francesca Romana Melodia e Marcello Tortorella e a tutti coloro che hanno collaborato e incoraggiato l’impresa.
L’augurio che formulo è che attraverso questa pubblicazione cresca l’attenzione, la cura e la valorizzazione degli strumenti propri per l’animazione della Liturgia; siano curate le vocazioni musicali e si promuovi l’ascolto di musica di qualità. Idealmente anche sui nostri organi a canne restaurati scriviamo, come faceva Johann Sebastian Bach sul titolo di molte sue partiture S.D.G.: Soli Deo Gloria – Solamente alla Gloria di Dio.
Che tutti i frequentatori di questa nostra Basilica Cattedrale, mediante la grandiosità dell’edificio e attraverso la liturgia arricchita dall’armonia dell’organo e dal canto solenne, siano guidati alla gioia della fede.
Mons. Angelo Altavilla

MAURO A. MATTEI
NOTE TECNICHE
L’ORGANO
L’organo è uno strumento che appartiene agli aerofoni; funziona, cioè, per mezzo dell’aria. La sua origine risale, come già detto, al III sec. a.C. e viene attribuita ad un certo Ctesibio di Alessandria inventore dell’organo idraulico.
Le parti essenziali di un organo sono: il mantice che fornisce l’aria, un tempo azionato a mano, oggi alimentato con elettroventilatore; il somiere, grande cassa collegata al mantice, che distribuisce l’aria alle canne (sia il somiere che il mantice possono essere più di uno); la consolle, sede di tutti i comandi azionati dall’organista.
Nella consolle troviamo le tastiere (da una a cinque e più dette anche manuali), la pedaliera (di diverse forme e dimensioni), i comandi dei vari registri ed una serie di accessori che variano a seconda del genere di organo.
Ci sono poi le canne costruite in metallo (stagno, piombo, rame, zinco) ed in legno di diverso tipo. Variano di lunghezza e di forma per generare suoni di altezza e timbro diversi. Il collegamento tra i tasti, i pedali, i registri e i vari gli accessori con le canne avviene at traverso sistemi di trasmissione diversi: a partire da quella idraulica di Ctesibio (non più utilizzata) a quella meccanica (fino al 1800); meccanica, pneumatica, elettrica e mista (ai giorni nostri).
Le dimensioni di un organo variano a seconda del progetto di costruzione (cassa, numero dei registri, manuali, ecc.); si va dai “portativi” del medioevo a veri e propri organi monumentali considerati “tempio nel tempio” (il più grande organo del mondo si trova ad Atlantic City, ha 33.122 canne 933 registri e 7 tastiere).
Per le innumerevoli possibilità che l’organo offre è stato giustamente definito il re degli strumenti musicali.

SCHEDA DESCRITTIVA DELLO STRUMENTO

Organo a trasmissione meccanica costruito da Carolus Sanarica nell’anno 1757 e racchiuso in cassa lignea coeva con due portelle di chiusura.
Lo strumento originariamente era collocato in cantoria sul portale d’ingresso della chiesa di S. Giovanni Battista in Oria attualmente si trova nella Basilica Cattedrale su una pedana di legno munita di ruote per consentire facilmente lo spostamento.
il prospetto è a tre campate con un totale di 19 canne (7+5+7) formanti tre cuspidi, con bocche allineate nella campata centrale e bocche con andamento contrario nelle campate laterali; labbro superiore a mitria.
Una tastiera di n. 45 tasti (DO1-DO5), prima ottava scavezza, con tasti diatonici in legno di faggio ricoperti in bosso, frontalini a conchiglia, e cromatici ricoperti in ebano. La tastiera è stata interamente ricostruita in quanto l’originale non era recuperabile.
Pedaliera scavezza di 8 pedali, ricostruita in legno di noce, cromatici in ebano, leggermente a leggio. Il crivello è stato ricostruito in legno di faggio. Le canne parlano sotto il crivello. I registri sono disposti in due file verticali a destra della tastiera, tiranti con pomello in ottone. Nella prima fila troviamo la Voce umana e il Flauto XII. Nella seconda fila il Principale, l’Ottava, la Decimaquinta, la Decimanona, la Vigesimaseconda e il Ripieno. Il somiere è del tipo a tiro con 7 stecche e 45 veritilabri. Le stecche del somiere sono a cuneo per una ottimizzazione della funzione, accorgimento insolito che rivela la grande maestria del costruttore che si evince anche dalla conoscenza dei legni e dal sapiente taglio degli stessi. L’aria è fornita da 2 mantici a cuneo integralmente restaurati come anche l’azionamento manuale a stanga. È stato aggiunto un elettroventilatore moderno collocato in una cassa fonoassorbente per eliminare ogni rumore prodotto dal motore.

restauro 

 
IL RESTAURO
Lo strumento è stato smontato integralmente e trasportato nel laboratorio della Bottega Organaria a Soncino (CR). La prima fase di lavoro ha riguardato la pulizia e la disinfestazione di tutte le parti lignee.
Il somiere è stato scomposto in tutte le sue parti, ciò che mancava è stato ricostruito in legno di noce stagionato, i ventilabri sono stati rimpellati con doppia pelle di agnello così pure tutte le parti di tenuta dell’aria, le molle e i tiranti di ritorno dei ventilabri sono stati ricostruiti rilevandone le misure dalle originali.
La tastiera è stata ricostruita in quanto l’originale (attualmente conservata in Cattedrale insieme alle altre parti non recuperabili) risultava troppo compromessa; sono state rilevate le misure dei tasti, dei modiglioni e del telaio utilizzando legnami uguali all’originale.
Il crivello è stato ricostruito in legno di faggio stagionato perché l’originale risultava troppo compromesso per essere recuperato.
La pedaliera, mutilata quella originale, è stata ricostruita con legno di noce stagionato seguendo le misure rilevate da un organo dello stesso autore. Le catenacciature della tastiera sono state restaurate ed i tiranti sostituiti mentre la trasmissione della pedaliera è stata ripristinata con le fettucce come in origine. I tiranti dei registri con pomoli in ottone sono stati recuperati integralmente così pure la catenacciatura interna di richiamo sottostante il somiere.
Il materiale fonico esistente è stato recuperato completamente con un lavoro certosino; le canne di metallo sono state pulite, rimesse in forma e riparate con saldatura a stagno. Eseguendo queste operazioni si è avuto cura di non modificare la luce delle bocche, la forma dei labbri e il diametro del foro di ingresso dell’aria. Tutto ciò ha permesso alle canne, soprattutto quelle del Principale 8’ e Ottava 4’, di tornare a parlare con l’antica voce rivelando l’antico e interessantissimo sistema di accordatura utilizzato dal costruttore.
Le canne di legno sono state ripulite e trattate con antiparassitario, i coperchi delle bussole rimossi e rincollati con colla a caldo.
I due mantici sono stati scomposti in tutte le loro parti e trattati con antiparassitario, le pieghe usurate sono state sostituite; nel riassemblaggio è stata utilizzata pelle di agnello di prima scelta.
È stato restaurato l’originale azionamento manuale a stanga ed è stato applicato un elettroventilatore con relativa valvola di livello chiuso in una cassa fonoassorbente. La parte inferiore della cassa
è stata ricostruita perché assente (vedi pag. 37).
Il progetto di restauro dell’organo è stato approvato dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Bari.

INVENTARIO CANNE
PRINCIPALE 8 n°33 canne di metallo di cui n°4 nuove e n°12 di legno (DO1-RE#1).
OTTAVA 4 n°39 canne di metallo di cui n°13 nuove e n°6 di legno (DOl-LA1).
DECIMAQUINTA n°45 canne di cui n°39 nuove.
DECIMANONA n°45 canne di cui una sola antica; ritornello sul SOL4.
VIGESIMASECONDA n°45 canne di cui una sola antica; ritornello sul RE4.
VOCE UMANA n°25 canne di cui 8 nuove.
FLAUTO XII n°37 canne.
Canne antiche: 80 di metallo e di 17 di legno.
Canne nuove: 189 di metallo e una di legno.
Totale canne: 287.
Le 19 canne di facciata, in metallo, sono costituite da una alta percentuale di stagno; le canne interne di metallo sono costruite in lega di stagno-piombo; le canne di legno sono in castagno.
Disposizione canne sul somiere partendo dalla facciata:
Principale 8
Voce umana
Ottava
Decimaquinta
Decimanona
Vigesimaseconda
Flauto XII
Disposizione delle canne di facciata appartenenti al Principale 8’ (da sinistra verso destra):
campata sinistra: SOL3 – RE#2 – S12 – LA2 – DO# 2 – FA3 – LA3
campata centrale: SOL2 – FA2 – M – FA#2 – SOL#2
campata destra: SOL#3 – M – D03 – LA#2 – RE3 – FA#3 – LA#3
RILIEVI E MISURE CASSA, TASTIERA E PEDALIERA (ESPRESSE IN MILLIMETRI)
CASSA
Larghezza: 1.320
Profondità: parte superiore originale 590; parte inferiore ricostruita 925
Altezza: 2.660 (parte superiore esistente 1.810; parte inferiore ricostruita 850)
TASTIERA
Numero tasti: 45
Estensione: DO1-D05
Larghezza della tastiera: 635
Stichmass (D02-514): 493
Affondamento dei tasti diatonici: 9
Lunghezza tasti diatonici: 94
Larghezza tasti diatonici: 23
Lunghezza tasti cromatici: 56
Larghezza tasti cromatici: 11
Sporgenza tasti diatonici dai cromatici: 37
Altezza tasti cromatici: 11
PEDALIERA
Numero pedali: 8
Tipologia: scavezza
Estensione: DOl – S11
Lunghezza: 250
Larghezza: 500
Lunghezza pedali diatonici: 233
Larghezza pedali diatonici: 30
Lunghezza pedali cromatici: 90
Larghezza pedali cromatici: 30

ACCORDATURA
Temperatura: 20° C
Temperamento: inequabile a ¼ di comma sintonico (Mesotonico)
Diapason 408 Hz (La3 Principale 8’ — La2 Ottava 4’)
Pressione dell’aria 50 mm misurata in colonna d’acqua.

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