Acconciatori abusivi bruciano il cuoio capelluto ad una signora di Oria

Confartigianato Imprese

La mancanza di competenze, non solo non soddisfa le aspettative tecnico estetiche richieste dal cliente, ma sempre più spesso espongono il cuoio capelluto a forti irritazioni se non addirittura alla totale bruciatura della capigliatura. Il parere degli esperti di Confartigianato sulla vicenda.

Acconciatori abusivi bruciano il cuoio capelluto ad una signora di Oria

 

     ORIA – La signora P. M. di 43 anni, si è presentata disperata, quasi in lacrime, verso le dieci del mattino dello scorso mercoledì, presso un noto acconciatore di Oria. Toltosi il cappello ha fatto vedere all'acconciatore ed ai suoi collaboratori ciò che era rimasto della sua chioma, cioè nulla. Non c'è stato altro da fare che radere a zero i capelli completamente bruciati, che si spezzavano alla radice al solo sfiorarli con le dita ed il cuoio capelluto presentava un forte arrossamento. Un trattamento chimico effettuato non correttamente da uno dei tanti "lavoratori in nero" che senza nessuna competenza attraggono solo per il prezzo bassissimo. Il risparmio, però, non coinciderà mai con la qualità e la serietà che solo un salone di acconciatori autorizzati può offrirvi. Bellezza e soprattutto salute messe a repentaglio, senza che nessuno, tra l’altro, si assuma la responsabilità di eventuali danni. E, oltre il danno, la beffa per la signora P.M., perché appunto, una situazione come quella avvenuta in casa sua rende difficile se non impossibile la richiesta risarcitoria. Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso. Non rivolgersi ad un professionista, significa non soltanto alimentare lo sviluppo del lavoro nero, ma soprattutto vuol dire mettere a rischio la propria salute.


Gli esperti di Confartigianato sulla vicenda

     Il Presidente dell’Associazione Acconciatori di Oria Salvatore Schirinzi sull’argomento ha commentato (testuali parole): «la signora deve ritenersi fortunata perché grazie all’intervento provvidenziale di un professionista l’irritazione del cuoio capelluto è stata controllata, tenendo presente che solo in seguito a lunghe e costose cure si potrà ripristinare l’apparato pilifero del cuoio capelluto, restando il fatto che per un periodo si dovrà rinunciare ai propri capelli. Alcuni dei servizi che vengono fatti in salone richiedono una preparazione tecnica non indifferente, esperienza e soprattutto conoscenza dei prodotti per i quali un serio professionista deve continuamente aggiornarsi. Rivolgendosi ad un acconciatore improvvisato o lavoratore a nero a fronte di un prezzo ridotto, non solo si rischia di trovarsi con grossi danni alla salute, ma di sicuro si danneggia la categoria degli acconciatori professionisti e tutto il sistema economico italiano per l’evasione dell’Iva”. 

     In molti casi ci si può trovare di fronte a problemi. La mancanza di competenze, quindi, nella maggior parte dei casi non solo non rispetta le aspettative tecnico estetiche richieste dal cliente, ma sempre più spesso si verificano casi di forti irritazioni sul cuoio capelluto e capigliature completamente bruciate.

     Il Presidente Provinciale di Confartigianato Antonio Ignone ha aggiunto: «Non possiamo non pensare al danno che il lavoro nero arreca alla categoria, regolarmente ormai sottoposta al macroscopico occhio del fisco. Il lavoratore in  nero è un evasore totale, che toglie lavoro a chi paga le tasse e non  si assume la responsabilità del proprio operato. La CONFARTIGIANATO, sempre vicina ai problemi del mondo produttivo, non meno su quello del lavoro nero ha già avviato delle intese con il Comando della GUARDIA di FINANZA della Provincia di Brindisi per una azione incisiva sul territorio atto a debellare il fenomeno dei porta a porta con nuove metodologie d’indagine. Questa azione che ha già prodotto i promi risultati in provincia facendo emergere diverse attività illegali sarà presto effettuata anche ad Oria».

Comunicato

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