ACLI – Profonde radici e comportamenti Cristiani, non solo parole!

 

Il Direttivo dei Giovani delle A.C.L.I. Brindisine

In Italia si fanno grandi battaglie verbali per i Valori Cristiani, ma testimoniare la fede richiede anche l'esercizio di una Pratica coerente, improntata al rispetto del Vangelo.

 

Di fronte a ciò cosa facciamo noi “convinti Cattolici”?  Niente!  Stiamo a guardare!

 

Viviamo in un Paese dove la Cristianità e l’appartenenza alla religione Cattolica, vengono spesso rappresentate in convegni, dibattiti e prese di posizione pubbliche.

Ora però, guardandoci attentamente attorno, analizzando la società e considerando quali valori guidano il nostro vivere, mi pare di dover constatare che la vita reale si svolge secondo altri clichés. Dobbiamo chiederci allora se quelle affermazioni, quelle prese di posizione e quelle azioni siano realmente una testimonianza di profonda fede cristiana e non invece scelte di vantaggio politico, senza una buona prassi dei Valori Evangelici.

Andiamo quindi a leggere e ad interpretare quanto sta quotidianamente capitando sotto i nostri occhi e proviamo a confrontare tutto alla luce del Vangelo, di quel libro che traccia inequivocabilmente la strada che il vero Cristiano deve percorrere, che è fatta di parole e gesti concreti. 

Lo spettacolo che ogni giorno ci viene offerto è quanto meno preoccupante, ci rappresenta una società dove continua a dominare il personalismo, dove l’arrivismo è la guida maestra e dove i rapporti tra le Persone sono mediate dal ceto sociale: “E’ proprio questa la Società voluta dal Vangelo?”

Possiamo chiamare Cristiano un Paese dove tutto è ammesso ai fini della carriera politica, anche il fare mercimonio del proprio essere, dove gli interessi personali di pochi individui senza scrupoli prevalgono al Bene comune, dove il Valore più diffuso è l’individualismo e la Solidarietà diventa termine di emarginazione, dove la giustizia sociale è termine in uso alla politica e non prassi corrente, dove è consentito a pochi di possedere il maggior numero di ricchezze, mentre aumenta il rischio di povertà per molte Famiglie? E’ questo un Paese che si può realmente dichiarare Cristiano?

E perché si è giunti a tale livello? Cosa fa la politica, per arrestare questa deriva? Cosa facciamo noi “convinti Cattolici” (che lottiamo per avere il Crocifisso nelle Scuole, noi che magari andiamo a Messa alla Domenica), per combattere questo disfacimento della società? … Niente o quasi!

E mentre alcuni politici sguazzano con compiacenza dentro questo fango, noi singoli cittadini stiamo inermi a guardare, quando addirittura non approviamo o invidiamo il potente di turno, per i risultati raggiunti! 

E’ questo il nostro essere Cristiani, non ci ha forse detto Gesù Cristo che saremo misurati sulle Opere e non sulle chiacchiere? Davvero crediamo di non esser complici e corresponsabili del male sociale che domina il Paese? Pensiamo anche noi che, lavandocene le mani, non saremo chiamati a rispondere davanti a Dio? Oppure pensiamo che sia sufficiente partecipare a “campagne di difesa della Cristianità”, per compiere il nostro dovere di seguaci di Cristo?

E continuiamo a stare zitti, non un moto di disappunto, non uno scatto di orgoglio che ci faccia ricordare che essere Cristiani vuol dire amare, condividere e solidarizzare con tutti, perché siamo figli dello stesso Padre e perchè proprio questo ci viene chiesto di testimoniare con la nostra vita.

 Sembriamo disinteressati a tutto, non ci toccano né le cattive leggi approvate, né i comportamenti lesivi della dignità altrui; non percepiamo i lamenti di chi soffre a causa dell’ingiustizia, siamo sordi ai richiami dei nostri Pastori, quando ci ricordano la legge suprema dell’Amore.

Siamo convinti che quanto succede non ci riguardi, viviamo la nostra vita, tiriamo dritto, non rendendoci conto che questo comportamento ci rende complici di quanto viene fatto. Il nostro peccato è l’ignavia, considerato uno dei vizi capitali dalla nostra fede; dimentichiamo che proprio Gesù ha scacciato con la frusta i “mercenari” dal tempio, definendoli sepolcri imbiancati e noi con il silenzio abbiamo “venduto” la nostra Coscienza Cristiana al mondo.

Forse è giunto il tempo di dare alla nostra Fede il significato pieno, quello che lo stesso Cristo ci ha insegnato: lottare per il bene di tutti, per la giustizia e l’uguaglianza tra i popoli, perché anche i poveri hanno il diritto di vivere, di amare gli altri come noi stessi, pronti a pagare le conseguenze di queste nostre scelte. 

A questo ci devono richiamare le nostre profonde radici, questo vuol dire essere CRISTIANI, cioè seguaci di Gesù Cristo: sforzarsi di vivere ogni giorno nella sua luce, per dare un senso compiuto e vero al nostro essere figli di Dio.

Gianni Girardo

Presidente delle A.C.L.I. del Piemonte

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