"Associazionismo e città solidale: ripartiamo dai Comuni"

Retinopera Salento

Venerdì 11/06/2010 alle ore 18.00 presso il Santuario di S. Antonio alla macchia, nell'ambito del 3° Corso di Formazione alla Cittadinanza Attiva promosso dall'Associazione Retinopera Salento Onlus, si terrà un incontro con l'Avv. Alessandro Nocco (Responsabile Osservatorio Sociale della Provincia di Brindisi), sul tema: "Associazionismo e città solidale: ripartiamo dai Comuni".
Interverrà il Dott. Giuseppe Cecere (Presidente Provinciale Acli) per presentare la nascente esperienza in provincia di Brindisi dei “punti famiglia”.

Parteciperanno il Prof. Pancrazio Totaro, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di San Pancrazio Salentino ed il Consigliere Regionale Toni Matarelli.
L’iniziativa è stata promossa con il patrocinio del Santuario di S. Antonio alla macchia e del CSV di Brindisi (Centro Servizi per il Volontariato), in collaborazione con AVIS, ANT, ACLI, AIDO, Confraternita di Misericordia.

LA CITTADINANZA E' INVITATA A PARTECIPARE.

PRESENTAZIONE DEL TEMA:
Riteniamo necessario riflettere sul tema del convegno perché sentiamo di concorrere, attraverso l’attività di sensibilizzazione, all’affermazione di quel principio di solidarietà che costituisce il filo rosso della nostra Costituzione Repubblicana.
La sfida che abbiamo di fronte è quella di operare per evitare inaccettabili disuguaglianze fra cittadini poveri, assistiti poco e male dallo Stato e cittadini ricchi, capaci di pagarsi buone assicurazioni e dignitose prestazioni socio-sanitarie.
L’obiettivo fondamentale è quello di ripartire dai Comuni, dal nuovo welfare municipale, dal mutualismo popolare, dall’economia sociale per trovare una “via italiana” allo Stato Sociale, che non lasci indietro nessuno e che riconosca i diritti e la dignità di ogni persona.
Occorre, però, abbandonare pigrizia e vittimismo, assumendo una prospettiva dinamica e partecipativa, stimolando dal basso processi capaci di far crescere l’attenzione concreta verso “le attese della povera gente”, di Lapiriana memoria.
E’ necessario, nel contempo, riscoprire nella “città dell’uomo” il valore del dono, della gratuità, del vincolo sociale, “specialmente perché nel nostro mondo sembra spesso trionfare una logica improntata esclusivamente alla ricerca del profitto e del guadagno ad ogni costo” (Giovanni Paolo II).
La sfida del bene comune chiama in causa le istituzioni locali e nazionali ma chiama in causa anche la cittadinanza attiva e responsabile in vista della riscoperta della centralità della questione sociale, del territorio, del municipio, della comunità locale, della democrazia dal basso.
Ed è dentro questa cornice che Retinopera intende offrire il suo originale contributo alla costruzione di una rete per progettare ed affermare un nuovo welfare, contro la tentazione neutralista di Stato e Regioni che, talvolta, costituisce solo il paravento di cospicui interessi economici nel campo socio-sanitario o contro un atteggiamento ancora presente in molti Comuni di utilizzare le leve delle politiche sociali per creare bacini di utenza elettorale, speculando, di fatto, sui bisogni delle persone.
Le nuove frontiere delle politiche sociali risiedono nella capacità di re-interpretare il loro ruolo sociale, civile, politico ed economico alla luce delle attuali trasformazioni sia sul piano legislativo che su quello culturale e dell’organizzazione dei servizi.
Ciò ci permetterà di comprendere perché il sistema dei servizi sociali, “dalla scuola al sistema sanitario, dalle politiche attive per il lavoro alle politiche giovanili, deve essere gestito da organismi che siano il più possibile a diretto contatto con il territorio” (Campedelli).
Al momento sentiamo di rilanciare tre semplici proposte, già avanzate in occasione di un precedente convegno sulle politiche sociali tenuto in data 10/01/2004, che nonostante l’introduzione di nuovi strumenti legislativi fanno fatica ad emergere con convinzione e capillarità:
– la prima: siglare un “protocollo d’intesa sul sociale” tra Comune e parti sociali per la “gestione associata dei servizi socio-assistenziali” in vista degli sviluppi della legge regionale 17/2003;
– la seconda: promuovere un monitoraggio dei bisogni sociali presenti sul territorio per elaborare gli obiettivi verso cui tendere;
– la terza: costituire tre gruppi tecnici di lavoro distinti per aree tematiche: disabili ed anziani – politiche giovanili – inclusione sociale e lavoro.
Crediamo che riflettere su questi argomenti in forma comunitaria, privilegiando il confronto, significhi, fra l’altro, far crescere il valore della sussidiarietà, ossia la ricerca di nuove interazioni tra Cittadini ed Istituzioni per dare risposte concrete alle “attese della povera gente”.
I piani di zona, previsti dalla normativa vigente in materia, rappresentano una bella occasione per mettersi in rete e fare opere, favorendo la sostanziale integrazione del territorio.
L’associazionismo di categoria, il volontariato, la società educante e le amministrazioni comunali in primis, devono crescere con questa mentalità per fare davvero il bene delle nostre comunità.

Il Presidente
Rino Spedicato
www.retinoperasalento.it

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