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Azione Cattolica Italiana: anniversario dei 150 anni della sua fondazione

L’ Azione Cattolica Italiana, in occasione dei festeggiamenti dei 150 anni della sua fondazione, si racconta tra: passato, presente e futuro. Seminario vescovile di Oria. Modera il prof. Pierdamiano Mazza.

 

Azione Cattolica Italiana anniversario Oria
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In occasione dei 150 anni della sua fondazione l’ Azione Cattolica si racconta tra:

  • Passato, interviene Anna Maria De Los Reyes già presidente AC Oria
  • Presente, interviene Tonino Carriere, attuale presidente diocesano
  • Futuro, interviene Vincenzo Di Maglie, presidente diocesano AC di Taranto.

Modera: prof. Pierdamiano Mazza, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e la Cultura della Diocesi di Oria.

Domenica 15 aprile 2018
Ore 16:30
Seminario vescovile
Oria

AC: storia di un sogno lungo 150 anni.
AZIONE CATTOLICA DIOCESI ORIA
·LUNEDÌ 9 APRILE 2018
*articolo pubblicato sul periodico di informazione della diocesi di Oria “MemOria” – Pasqua 2018
L’Azione Cattolica Italiana festeggia quest’anno il 150° anniversario della sua fondazione, un secolo e mezzo di storia associativa che si intreccia fortemente alla storia della Chiesa e del nostro Paese.
L’AC, come riportano diverse enciclopedie, è la più antica ampia e diffusa tra le associazioni cattoliche laicali d’Italia. E del resto, chi non ha mai sentito parlare di Azione Cattolica? È sufficiente dare una veloce occhiata ai personaggi legati all’AC per intuirne la capillare e importante diffusione sul territorio del nostro Paese. L’AC conta beati come Odoardo Focherini, Giuseppe Toniolo, Alberto Marvelli, Piergiorgio Frassati, ma anche personaggi di spicco nel panorama sociale e civile come l’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella, il fratello Piersanti, e poi Aldo Moro, Vittorio Bachelet, Giovanni Falcone e Giorgio La Pira. Persino Zucchero, seppur con un ritornello dal tono scanzonato e sbeffeggiante, la inserisce in una sua canzone. Pop, nel genuino senso di popolare, l’AC si inserisce pienamente nel tessuto sociale ed ecclesiale, regalando alla storia figure di santità laicale i cui tratti distintivi sono: un forte senso di responsabilità; sincera dedizione all’interiorità attraverso ascolto, preghiera e discernimento, capacità di camminare in cordata; attenzione agli ultimi e amore per la Chiesa. Sono queste le mete del Progetto Formativo dell’AC, “Perché sia formato Cristo in voi”, un testo con cui l’associazione assume l’impegno di vivere e pensare seriamente la formazione, pagine che profumano di Vangelo, di cielo e di terra e, soprattutto, di un sogno che li colleghi tra loro: la santità.
L’AC si presenta fin da subito come un sogno di santità, quello di Mario Fani e Giovanni Acquaderni che insieme fondano la prima Società della Gioventù Cattolica Italiana con il motto «preghiera, azione, sacrificio». Il programma è la devozione alla Santa Sede e la testimonianza di vita cristiana. L’AC cresce e diviene sogno condiviso anche da numerosi altri laici, diffondendosi a macchia d’olio, tanto da essere ostacolato dal Fascismo più tardi. Il regime, infatti, non poteva tollerare la formazione proposta dalla gioventù italiana che, pienamente aderente al Vangelo, contrastava aggressività e totalitarismo. L’Azione cattolica riesce, tuttavia, a non soccombere e nel dopoguerra, presieduta da Luigi Gedda, interpreta il pensiero politico di Pio XII. L’Azione Cattolica come la conosciamo oggi, nasce dieci anni dopo, col Concilio Vaticano II, momento storico per il rinnovamento della Chiesa, tempo in cui è presidente della Giunta centrale di Ac Vittorio Bachelet, con cui l’associazione approda alla «scelta religiosa» di chiudere ogni collateralismo con i partiti politici e dedicarsi specificatamente alla formazione umana dei suoi aderenti.
Di fronte questa storia così bella e luminosa sorge spontanea una domanda: e oggi? Cosa significa far parte dell’AC oggi, in questo contesto sociale, politico, culturale?
Scegliere di fare parte dell’Azione Cattolica oggi richiede anzitutto il coraggio di preferire la dimensione del gruppo all’individualismo diffuso; significa scegliere di amare la Chiesa come famiglia e servire i fratelli in un mondo che pare insegnarci più volentieri come vincere e come calpestare; significa scegliere un’associazione scomoda perché si sforza di superare la tentazione di accontentarsi del “si è fatto sempre così”, con cammini formativi che di anno in anno cambiano e si ripensano alla luce del Vangelo, interpretando i tempi.
Come associazione, sperimentiamo insieme la bellezza e la fatica di vivere la fede e condividiamo la responsabilità dell’essere laici associati. Insieme facciamo nostro il sogno di Dio, crediamo nella santità e per questo scegliamo un cammino di ricerca e formazione continua affinché “sia formato Cristo” in ciascuno di noi, anche facendo i conti con i nostri limiti e i nostri sbagli, ma senza rinunciare a portare il volto e il sorriso di Gesù tra la gente che quotidianamente incontriamo.
Proprio nell’evangelizzazione l’Azione Cattolica della Diocesi di Oria ha cercato di dare il proprio contributo: ha educato alla fede numerose generazioni di ragazzi attraverso la catechesi esperienziale, condividendo questo impegno “in famiglia”; ha incoraggiato le scelte di vita di giovani e giovanissimi, alcuni dei quali oggi hanno scelto di lasciare la nostra terra, ma che anche lontano continuano l’esperienza associativa con entusiasmo; ha varcato i confini nazionali per comunicare la bellezza di essere parte dell’associazione proponendo il metodo formativo dell’AC; ha favorito incontri formativi in campo civile e sociale con una speciale attenzione al mondo del lavoro grazie al MLAC (Movimento Lavoratori di Azione Cattolica).
Anche la nostra AC diocesana ha una storia bella da raccontare e che merita di essere custodita, per questo desideriamo fare memoria del passato durante il convegno che si terrà il 15 aprile 2018 a Oria, in questa occasione con i piedi ben piantati nel presente, volgeremo uno sguardo al futuro dell’associazione per interrogarci sulle possibili prospettive. Continueremo a riflettere su questa nostra lunga storia attraverso gli incontri che si terranno nei diversi comuni della diocesi e che coinvolgeranno le AC parrocchiali. Tutto culminerà nella Festa Diocesana del 26 maggio 2018 che riunirà l’intera famiglia diocesana, composta adulti, giovani e ragazzi, per festeggiare questi anni intensi di cui ci sentiamo di essere profondamente grati.
Tutta l’Azione Cattolica è custode di “una storia di passione per il mondo e per la Chiesa”, come ha detto papa Francesco il 30 aprile 2017 all’AC riunita a Roma, ed è un sogno che continua anche oggi, perché, come in tutti i 150 anni trascorsi, abbiamo cuore che batte insieme al ritmo di una fortissima “passione cattolica”.

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