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Giuseppe Vitale, attore di Oria, nel film di Ciprì "È stato il figlio"

C’è anche un attore oritano nel cast di “È stato il figlio”, il film di Daniele Ciprì premiato alla mostra di Venezia per la miglior fotografia. Questo attore interpreta uno degli operai del porto e degli amici più stretti di Nicola Ciraulo (il protagonista, Toni Servillo). Si tratta di Giuseppe Vitale. Nato a Ceglie Messapica nel 1974 vive ad Oria, salvo alcuni soggiorni a Roma, lunghi anche qualche anno. È un attore di professione sia per il cinema sia per il teatro. Ha esordito, infatti, ne L’amore ritorna di Sergio Rubini nel 2004 e ha lavorato in spettacoli teatrali d’improvvisazione ed in altri di prosa con Enzo Toma. Per lui si tratta di un sogno che sta realizzando perché ha desiderato, sin da bambino, lavorare sui set cinematografici e sui palchi teatrali. Sin da ragazzino alternava lo studio a scuola con riunioni con combriccole di amici e compagni di scuola per estemporanee messe in scena di testi che cercava o scriveva lui stesso. Il film, prodotto da Alessandra Acciai, Giorgio Magliulo e Luciano Stella con RaiCinema, è in distribuzione nelle sale italiane in questi giorni. Vitale lo si può vedere in alcune scene di gruppo e in una dove recita proprio accanto a Toni Servillo. Fortunoso il modo in cui è entrato a far parte del cast che vede tra gli altri, Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco. Il giorno del casting, il 15 giugno del 2011, infatti, non poteva recarsi al provino. Era impegnato con un suo monologo a Mesagne. Costrinse così una delle assistenti alla regia a provinarlo pochi minuti prima di andare in scena nell’atrio del castello di Mesagne, sotto lo sguardo dei primi spettatori che affluivano. Dopo un po’ di giorni è stato convocato sul set ed ha girato, in particolare, sul porto, nei pressi dei cantieri navali, e al quartiere Paradiso di Brindisi. Nel suo blog ricorda con queste parole l’esperienza che ha vissuto: “Serberò il ricordo delle poche battute scambiate con lui (Tono Servillo n.d.r.), del sole che picchiava, delle focacce con la cipolla, del siciliano di Ciprì, Servillo e altri attori che mi faceva sentire in compagnia di ‘cugini’ di una regione non molto diversa dalla Puglia che è la Sicilia”.

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