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I Rioni di Oria: Castello – Giudea – Lama – San Basilio

Notizie sui 4 Rioni di Oria, origine degli elementi e dei colori che compongono gli Stemmi. Pubblicato la prima volta a gennaio 2002.

Stemmi-4-Rioni

Pubblicato la prima volta a gennaio 2002

RIONE CASTELLO

Stemma-Rione-Castello-180Questo Rione deve il suo nome alla presenza del Castello Federiciano. Anticamente sulla collina più alta della città sorgeva il tempio di Saturno, sulle cui rovine, intorno all’880, il vescovo Teodosio fece edificare la chiesa della Vergine Assunta, in cui depose le reliquie dei SS. Crisante e Daria. Nel 1226 l’arcivescovo Peregrino I (1216 – 1226) avrebbe ceduto a Federico II l’area della chiesa teodosiana, ottenendo in permuta l’area dell’antica acropoli messapica, dove fu poi eretto il Tempio cristiano, l’odierna Cattedrale. Il Castello svevo incorporava una precedente opera di fortificazione normanna. Cominciato prima del 1227, esso ha la forma di un triangolo isoscele con lato meridionale di m. 88, intervallato dalle torri Quadrata, del Cavalere e del Salto; lato orientale, sagomato da 53 merli guelfi, di metri 107; e lato occidentale lungo il quale si addossa tutto il caseggiato, di metri 110. Sul muro occidentale, presso la Torre Quadrata, la più antica, si apriva il vecchio ingresso con ponte levatoio. Nel cortile, ai piedi della Torre del Salto, è l’ipogeo dei SS. Crisante e Daria; a nord, alla confluenza dei lato orientale e occidentale, si erge la Torre dello Sperone. Restaurato più volte, prima e dopo il disastroso ciclone del 21 settembre 1897. 

I colori che lo distinguono sono il rosso e l’azzurro e lo stemma è costituito da una torre rossa sormontata da una corona dello stesso colore su campo azzurro. Il territorio comprende gran parte del centro storico e recentemente è stato allargato anche ad alcune zone limitrofe per scongiurare l’inevitabile “chiusura” nel borgo antico che “di fatto” con l’espansione urbanistica ne avrebbe limitato per sempre i confini. Nel corso dell’anno questo Rione organizza diverse manifestazioni culturali e turistiche e da ricordare sono le rassegne teatrali del “Teatro e solidarietà” e “ San Pio da Pietrelcina”, organizzate in collaborazione con il Gruppo “Cedro” dei Padri Rogazionisti. In questo Rione monumenti preziosissimi e da visitare sono: il Convento di S. Benedetto, il Vescovado, la Basilica Cattedrale, la Torre Carnara, il Sedile, la Cripta dei SS. Crisante e Daria, il Parco Montalbano, Palazzo Martini, Palazzo dei Missionari, Porta Manfredi, la Chiesa di S. Giovanni Battista, il Centro di Documentazione Messapica, il Museo Diocesano ed il Centro Storico.

RIONE GIUDEA


Stemma-Rione-Giudea-180Questo Rione deve il suo nome alle presenza nel suo territorio di una fiorente colonia di Ebrei, volgarmente detti “Giudei”. Questa colonia ben presto eccelse sulle altre, sparse in terra di Puglia, per la sua feconda attività religiosa, filosofica, scientifica, economica e commerciale. Divenne così il centro più famoso della civiltà ebraica dell’Italia meridionale, cui non poco deve la cultura Europea. La Sinagoga, centro religioso e culturale assai rinomato, doveva essere situata in prossimità del pozzo della Maddalena, all’imbocco di via Francavilla, nelle vicinanze delle dimore degli ebrei, del “ghetto” o “giudea”. Shabbataj Ben Abbraham Donnolo, medico, ma anche teologo, astrologo e letterato, fu la massima espressione della civiltà ebraica, discendente del glorioso casato di Amitthai I, a cui appartenne pure Achimaaz, del quale si conserva la “Cronica” (saccheggio di Oria nel 918) in Biblioteca, dove è anche una stele con iscrizioni bibliche e candelabro a sette bracci.

I colori che lo distinguono sono il bianco e il celeste e lo stemma è costituito dal candelabro ebraico a sette bracci di colore nero su bande trasversali bianche e celesti. In questo Rione, monumenti importanti e da visitare sono: la Porta degli Ebrei, la chiesa di S. Francesco di Paola, che accolse le reliquie di San Barsanofio, protettore della città, il Colle Iris ed il ghetto degli Ebrei. Dal 1986 il Rione è gemellato con la Contrada S. Martino di Sarteano (SI). Il 2 settembre 2006 è stato celebrato in Oria il ventennale del gemellaggio. Ogni anno, nella seconda metà di ottobre viene organizzata la fiera con “La sagra della Salsiccia”.

RIONE LAMA


Stemma-Rione-Lama-180Questo Rione deve il suo nome alla sua collocazione nella “Lama”: ossia la pianura verso la quale confluivano le acque defluenti dal Colle del Castello. In questo Rione vi era la terza porta della città, detta Porta di Brindisi, che fu demolita nel 1862. Non molto distante dalla Porta vi era il Convento dei Frati di San Francesco di Assisi “fondato da esso istesso… che in sua memoria vi lasciò un arbore di Merangio da se piantato… “. Ciò sarà avvenuto dopo il 1221, ossia dopo il ritorno di San Francesco dall’Oriente. La primitiva costruzione fu la piccola Chiesa della Madonna di Costantinopoli, in seguito demolita. La seconda chiesa fu fatta costruire intorno al 1437 da Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, principe di Taranto. La terza costruzione, cominciata nel 1774 e ultimata nel 1785, ha incorporato in sé la seconda il cui vecchio ingresso, adorno di capitelli ed archi, si vede ancor oggi murato sul muro occidentale. Dal 1887 il Convento francescano fu adibito a Ospedale Civile. Fulgidissimo esempio di umile letizia francescana fu il Beato Francesco da Durazzo, vissuto in quell’antichissimo monastero, dove si spense il 305. Le sue reliquie sono oggetto di particolare venerazione e viene commemorato la domenica in albis. La sua statua è posta nell’orto attiguo alla chiesa, opera del maestro A. Bujar. Nella Chiesa di san Francesco d’Assisi si può ammirare il “Gruppo litico della pietà” sec. XV di autore ignoto. A circa 3 km si trova la Chiesa rupestre di Santa Maria di Gallana (sec. VIII-IX) ove sono conservati numerosi affreschi e un bellissimo “presepe litico” (sec. XV). 

I colori che lo distinguono sono il verde e il giallo-oro. Lo stemma è diviso trasversalmente in due bande: in una compare un albero di arancio verde su campo giallo-oro e nell’altra un pozzo giallo-oro su campo verde: si tratta di simboli che si richiamano al passaggio in questo territorio di San Francesco d’Assisi, nel cui giardino attiguo alla parrocchia che porta il suo nome esiste ancora l’albero che secondo la tradizione fu messo a dimora proprio dal Poverello di Assisi che volle anche scavare un pozzo. Il Rione, dal 1985, è gemellato con il Rione Bianco di Faenza e nello stesso anno nasce il gruppo sbandieratori “Rione Lama”. Nel corso dell’anno questo rione organizza diverse manifestazioni come la “Pettolata” e la “Pedalata”. Monumenti da visitare: la chiesa di S. Francesco D’Assisi, la chiesetta di S. Maria di Gallana, la colonna dell’Immacolata, il Monumento ai caduti sul lavoro, la villa Comunale, il Palazzo di Città ed il Palazzetto dello Sport.

RIONE SAN BASILIO

Stemma-Rione-San-Basilio-180Il suo nome deriva dal Colle di S. Basilio (239-379), il Santo fondatore del più antico ordine monastico, quello dei Basiliani, i quali si diffusero dall’Oriente nell’Italia meridionale verso il IX secolo, vivendo di preghiera e di lavoro (“ora et labora”). I Basiliani di Oria si stabilirono sia nella vasta foresta oritana, conducendo vita anacoretica ed esicastica, sia nel Convento, vivendo cenobiticamente. Il Cenobio di quei Frati divenne così il centro della Chiesa oritana di rito greco. Il luogo in cui sorgeva era centrale, proprio nel Foro, all’interno delle mura di cinta. Successivamente il Convento si trasferì «fuori la Città e poco distante dalla Porta detta di Lecce». Intorno al 1286 esso fu incorporato nella più vasta costruzione del Convento dei Domenicani, ad opera dei quali, nel secolo XVI, fu costruita l’attuale Chiesa di S. Domenico, in seguito restaurata e abbellita. L’ipogeo della Chiesa di S. Francesco di Paola, la cripta dei SS. Crisante e Daria nel cortile del Castello, gli affreschi della Chiesa di S. Sebastiano, della Madonna della Scala, di S. Lorenzo, della Madonna di Gallana, alcune grotte sulle colline sono tuttora testimonianze eloquenti della civiltà «basiliana». Degne di particolare menzione sono la Chiesa di S. Sebastiano e la cripta di S. Mauro, presso l’Istituto PP. Rogazionisti, il Santuario di S. Antonio fondato da S. Annibale M. Di Francia. A circa 5 km si trova il Santuario di S. Cosimo “alla Macchia” (sec. IX), importante centro di accoglienza spirituale e assistenziale, dove, fino a qualche anno fa, era annesso il giardino zoologico. Nel 1986 nasce nel rione il gruppo sbandieratori “Rione S. Basilio”.


I colori che lo distinguono sono il giallo-oro e il nero. Lo stemma è costituito da una croce greca con stelle agli angoli di colore giallo-oro su campo nero. Nel corso dell’anno, questo rione organizza diverse manifestazioni culturali tra le quali spicca la festa “Oro e Argento” per celebrare le coppie che festeggiano 25 e 50 anni di matrimonio. Monumenti da visitare sono: la chiesa di S. Domenico, il Santuario di Sant’Antonio di Padova e la Cripta di San Mauro, l’Istituto Antoniano del Beato A. M. Di Francia, piazza Lorch, la chiesetta rupestre della Madonna della Scala, il Santuario dei SS. Medici.

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