ISBEM Mesagne – Presentazione del libro di Alessandro Faino: Il compito di Clara

ISBEM Mesagne – Presentazione del libro di Alessandro Faino: Il compito di Clara

Nel romanzo, edito da LEONE, Alessandro FAINO racconta la storia di una bambina con disturbi del comportamento alimentare e dell’amore del suo maestro che tenta di svelarne le ragioni profonde.

Il COMPITO di CLARA è un romanzo psicologico, a tratti corale, dove emergono i temi della malattia e della morte da due punti di vista privilegiati: quello finemente sensibile di una bambina disagiata e quello paterno e filosofico del suo maestro di scuola. Un romanzo che ha anche il merito di portare all’attenzione del pubblico il tema tanto trascurato quanto rilevante dei disturbi del comportamento alimentare infantile.

Giorgio VENTURA ha 40 anni, è solitario, filosofo e maestro elementare in una cittadina della Puglia ionica, magicamente incastonata fra mare e gravine. Dividendosi tra insegnamento, scacchi, studi filosofici e musica classica, ha qualche amico, un fido interlocutore, Achab, il pesciolino del suo acquario, e un amore, Caterina, magistrato trasferito a Torino per lavoro. A scuola conosce Clara, l’alunna della Quarta A, diversa dagli altri bambini, volto triste, corpo voluminoso e sgraziato che contrastano con la levità della sua intelligenza e la sua fine sensibilità. Giorgio vuole comprendere il dolore che si cela dietro gli occhi mesti della bambina, oltre il disagio che trapela e di cui nessuno sembra prendersi cura. Così Giorgio inizia un viaggio a ritroso nella vita di Clara ma anche più a ritroso, nel vissuto dei genitori, fra analisi psicologica e introspezione, ricercando nella sofferenza della piccola Clara un senso alla domanda universale sul dolore.

Saluto di benvenuto: Prof. Alessandro DISTANTE, Presidente dell’ISBEM

Presentazione dell’Autore: Dr. Prisco PISCITELLI, Ricercatore dell’ISBEM

Presentazione del Libro: Dr. Antonio DELLISANTI, Giornalista ed Editore, Massafra (TA)

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Il compito di Clara - Alessandro FainoIl compito di Clara

di Alessandro FAINO

Nel romanzo IL COMPITO DI CLARA (Leone Editore), l’autore Alessandro FAINO racconta la storia di una bambina con disturbi del comportamento alimentare, e l’amore del suo maestro che tenta di svelarne le ragioni profonde.

Un romanzo psicologico, a tratti corale, dove emergono i temi della malattia e della morte da due punti di vista privilegiati: quello finemente sensibile di una bambina disagiata e quello paterno e filosofico del suo maestro di scuola. Un romanzo che ha anche il grandissimo merito di portare all’attenzione di tutti noi – spesso distratti, inconsapevoli ed anche un po’ insensibili – il tema tanto trascurato quanto rilevante dei disturbi del comportamento alimentare infantile.

Giorgio Ventura è un quarantenne solitario, filosofo e maestro nella scuola elementare di una cittadina della Puglia ionica magicamente incastonata fra il mare e le gravine. Divide il tempo tra insegnamento, scacchi, studi filosofici e musica classica. Ha un amore, Caterina – magistrato trasferito a Torino per lavoro – pochi amici e un fido interlocutore, Achab, il pesciolino del suo acquario. A scuola conosce Clara, l’alunna della 4a A diversa dagli altri bambini. Il volto triste e un corpo voluminoso e sgraziato contrastano con la levità della sua intelligenza e la sua fine sensibilità. Giorgio si propone di comprendere il dolore che si cela dietro gli occhi mesti della bambina, oltre il disagio che trapela e di cui nessuno sembra prendersi cura. Sarà un viaggio a ritroso nella vita della bimba ma anche più a ritroso, nel vissuto dei genitori, fra analisi psicologica e introspezione. Giorgio ricerca nella sofferenza della piccola Clara un senso alla domanda universale sul dolore.

Cenni biografici dell’autore. Alessandro Faino è originario di Giffoni Valle Piana (SA), la città del Giffoni Film Festival. Sposato, tre figli, vive a Massafra (TA). Medico igienista, master in management sanitario e in bioetica, formatore, docente di Igiene nel Corso di laurea in “Servizio sociale e no profit” LUMSA sede di Taranto. “L’imperfetto amore” è il suo primo romanzo (Manni Editori, 2010). A gennaio 2012 il racconto “Tutto il tempo” è stato inserito nel volume “La sostanza delle cose …da un incipit di Giuseppe Aloe” (Giulio Perrone Editore).

Il 27 giugno è uscito il nuovo romanzo per i tipi di Leone Editore: Il compito di Clara.

Scheda sanitaria sui Disturbi del Comportamento Alimentare

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), nelle varie espressioni con cui si manifestano, rappresentano nell’ultimo decennio la condizione patologica più diffusa nelle società occidentali, in particolare nella razza bianca.

L’epidemiologia mette in luce che l’Anoressia Nervosa (AN) ha una prevalenza dello 0,7%, dominando nelle classi medio-alte e tra le adolescenti (9 femmine per 1 maschio) con un’età media di diciassette anni (12-25 anni con due picchi, a 14 e a 18 anni). L’incidenza della AN (nuovi casi all’anno per 100.000 persone) è di 19 per le femmine e 2 per i maschi.

La Bulimia Nervosa (BN), la cui definizione è più recente rispetto alla AN (Russel, 1979) ha una prevalenza dell’1-2% e non riconosce una classe sociale preferita. Prevale nell’età compresa fra i 12 e i 35 anni con un picco a 18 anni. Colpisce in misura maggiore le femmine ma con un divario inferiore rispetto all’AN. L’incidenza nei due sessi della BN (nuovi casi all’anno per 100.000 persone) è di circa 30.

Poiché i DCA riconoscono eziologia multifattoriale, l’analisi delle cause (etiopatogenesi) riconduce a tre principali ordini di fattori.

1. Fattori socioculturali (atteggiamento di genitori e coetanei; influenza dei media; “dieting”, cioè seguire cronicamente diete e regimi alimentari).

2. Fattori psicologici (preoccupazione per il peso corporeo; l’immagine del corpo; difficoltà a mettersi in rapporto con gli altri in modo autonomo; ridotta autostima; attenzione sul proprio corpo per raggiungere un senso di valore personale; aspetti psicodinamici: rifiuto della femminilità, del ruolo di adulto in fieri, del proprio corpo).

3. Fattori di ereditarietà (sorelle di soggetti affetti da AN hanno un rischio di DCA da 0,4% a 6,6%; il 27% delle madri di persone affette da anoressia ha anamnesi di ridotto peso adolescenziale e vari disturbi fino all’AN; parenti femmine di soggetti anoressici hanno un rischio aumentato di DCA).

La presa in carico del soggetto con DCA è evidentemente multidisciplinare e va operata su piani diversi. I principali approcci prevedono: aspetti medico-farmacologici, dietoterapici, psicologici, psicodinamici, educativi, socio-familiari (mondo dell’affettività).

I dati epidemiologici sui DCA nei bambini non sono sufficientemente noti. È presumibile tuttavia che la prevalenza dei DCA in questa fascia di età sia di circa l’1%. Tipicamente l’AN può verificarsi dall’età di 8 anni, mentre la BN è molto rara al di sotto dei 12 anni (1,2,3,4).

Alcuni studi condotti su ragazzi dagli 8 ai 13 anni mostrano la presenza di segni clinici e psicopatologici tipici dei DCA, come l’estrema attenzione alle forme corporee, alla dieta e al peso (5,6).

D’altro canto, tra i bambini e gli adolescenti sono in aumento esponenziale il sovrappeso e l’obesità. Tali condizioni costituiscono un fattore di rischio che può precedere l’insorgenza di un DCA (7,8).

Sia il comportamento bulimico sia quello anoressico potrebbero, infatti, generarsi da una precedente condotta iperfagica causante sovrappeso.

Dal punto di vista prognostico gli ultimi dati epidemiologici sembrano non differenziare l’AN e la BN rispetto alle percentuali di guarigione: il 45% dei pazienti affetti da DCA mostrerebbe un recupero totale rispetto ai sintomi principali, il 27% un miglioramento importante e il 23% una cronicizzazione del disturbo (9,10). La mortalità, invece, si aggirerebbe intorno al 4%, con maggiori punte per l’AN (11). In merito alle teorie etiologiche psicodinamiche risulta attuale la teoria lacaniana, che chiarifica i meccanismi relativi al rifiuto del cibo e alle abbuffate partendo proprio dal rapporto madre-bambino. Il rifiuto del cibo sarebbe per Lacan un tentativo di spostare il piano relazionale madre-bambino da quello del bisogno materiale (accudimento basato sul cibo) a quello dell’amore/desiderio (12). In merito alla tendenza sintomatica all’abbuffata con vomito, tipica della bulimia, a esordio più tardivo rispetto all’anoressia, la psicanalisi pone l’accento sulla difesa del bambino e dell’adolescente dalla pulsione sessuale che durante l’adolescenza, appunto, rappresenta la prima possibilità di disinvestimento libidico dall’altro genitoriale (13,14,15). Tale processo, vissuto come minaccioso, produrrebbe un’esasperazione della pulsione orale da un lato, e dall’altro un iperinvestimento sull’immagine corporea (16).

Bibliografia essenziale

1. Cecil-Karb R., Grogan-Kaylor A. Childhood body mass index in community context: neighborhood safety, television viewing, and growth trajectories of BMI. Health Soc Work 2009; 34: 169-77.

2. Hedley AA, Ogden CL, Johnson CL, Carroll MD, Curtin LR, Flegal KM. Prevalence of overweight and obesity among US children, adolescents, and adults, 1999-2002. JAMA 2004; 291: 2847-50.

3. Matthiessen J, Velsing Groth M, Fagt S, et al. Prevalence and trends in overweight and obesity among children and adolescents in Denmark. Scand J Public Health 2008; 36: 153-60.

4. Nicholls D, Viner R. Eating disorders and weight problems. BMJ 2005; 330: 950-3.

5. Bravender T, Bryant-Waugh R, Herzog D, et al. Workgroup for Classification of Eating Disorders in Children and Adolescents (WCEDCA). Classification of child and adolescent eating disturbances. Int J Eat Disord 2007; 40: 117-22.

6. Bryant-Waugh R, Lask B. Eating disorders in children. J Child Psychol Psychiatry 1995; 36: 191-202.

7. Lask B Bryant-Waugh R. Early onset anorexia nervosa and related eating disorders. J Child Psychol Psychiatry 1992; 33: 281-300.

8. Phares V, Steinberg AR, Thompson JK. Gender Differences in Peer and Parental Influences: Body Image Disturbance, Self-Worth, and Psychological Functioning in Preadolescent Children. J Youth Adolesc 2004; 33: 421–9.

9. Steinhausen H-C, Weber S: The outcome of bulimia nervosa: findings from one-quarter century of research. Am J Psychiatry 2009; 166:1331–1341 5.

10. Steinhausen H-C: The outcome of anorexia nervosa in the 20th century. Am J Psychiatry 2002; 159:1284–1293.

11. Crow SJ, Peterson CB, Swanson SA, Raymond NC, Specker S, Eckert ED, Mitchell JE: Increased mortality in bulimia nervosa and other eating disorders. Am J Psychiatry 2009; 166:1342–1346 4.

12. Jacques Lacan, La direzione della cura, J. Lacan in Scritti, vol. II, Einaudi, Torino, 1974, pp. 625–629.

13. Freud S (1914, 1905) Opere: Introduzione al narcisismo e Tre saggi sulla teoria sessuale, Bollati Boringhieri, Torino.

14. Lacan J (1983), Il Seminario XX, in Ancora: 1972-1973, Einaudi, Torino.

15. Cosenza D (2008), Il muro dell’anoressia, Astrolabio, Roma.

16. Miller JA (2008) La psicoanalisi N°24, Astrolabio, Roma.

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