Home / Archivio / L'Oritano / Jenny Ribezzo: “A CHE SERVONO GLI UOMINI”

Jenny Ribezzo: “A CHE SERVONO GLI UOMINI”

Jenny Ribezzo – Fabbrica di Stelle

“Chi dice donna dice danno” è un proverbio che denigra in qualche modo il genere femminile, ma ha un che di magico nella trasformazione dell’aggettivo in verbo, dove alla parola donne si affianca il fatto che danno conforto, danno la vita, danno il coraggio e danno se stesse per amore .La morale della nuova commedia musicale “A CHE SERVONO GLI UOMINI” che la Compagnia Stabile Amici del Teatro sta per mettere in scena al Teatro Impero, Brindisi, il 17 e 18 novembre p.v. ci sembra avvicinarsi più a questa diversa interpretazione.

Jenny Ribezzo: “A CHE SERVONO GLI UOMINI”

 

L’ultimo impegno teatrale Cosa Puede significar todos col punto G ( la parodia dei promessi sposi che vedeva all’opera circa una ventina di personaggi) è stato un lavoro improbo per la direzione artistica della Ribezzo, che, quest’anno, per snellire il lavoro, ha pensato di preparare una piece con soli cinque attori che racconteranno come possano coesistere uomini e donne fuori da luoghi comuni e tradizioni popolari.

Una commedia musicale scritta con brio e in autonomia femminista da Jaia Fiastri, la storica collaboratrice del Sistina, e interpretata nel 1988 da Ombretta Colli, la star della canzone dalla parte delle donne e  moglie di Giorgio Gaber che preparò per lei, lui che scriveva solo per i suoi spettacoli, una colonna sonora ricca di ritmi, originalità, moderna e introversa come si conviene ad un copione che,almeno allora, cercava di guardare verso il futuro della famiglia, con un grosso punto di domanda.

Il problema della fecondazione artificiale non è meno attuale, ma assai discusso: dal punto di vista scientifico ne sappiamo di più, ma da quello morale e teologico il tema è sempre molto aperto.  Certamente lo show di G&G non voleva fare la voce grossa, ma solo divertire inseguendo una discussione di moda, quella appunto sulle “mamme artificiali”.Il problema della FECONDAZIONE ARTIFICIALE non è oggi meno attuale, ma assai discusso: dal punto di vista scientifico ne sappiamo di più, ma da quello morale e teologico il tema è sempre molto aperto. Certamente lo show della ditta G&G non voleva fare la voce grossa, ma solo divertire inseguendo una discussione di moda. quella appunto sulle mamme "artificiali".guardare avanti verso il futuro della famiglia, con un grosso punto di domanda.

Il problema della FECONDAZIONE ARTIFICIALE non è oggi meno attuale, ma assai discusso: dal punto di vista scientifico ne sappiamo di più, ma da quello morale e teologico il tema è sempre molto aperto. Certamente lo show della ditta G&G non voleva fare la voce grossa, ma solo divertire inseguendo una discussione di moda. quella appunto sulle mamme "artificiali".

TRAMA

Al centro della storia c'è Teodolinda (JENNY RIBEZZO), una disegnatrice, stufa del genere umano, soprattutto quello maschile. Un bel giorno, il suo vicino di casa,Gianni Padovan (PIERO RIBEZZO) una sorta di Archimede Pitagorico dai capelli ritti, imbranato con le donne, le mette una pulce nell'orecchio: potrà diventare mamma iniettandosi il seme maschile, ma senza bisogno di un rapporto. Inizia così l'avventura: Teo, dopo aver rubato una provetta, continua la sua vita e le sue relazioni, in particolare con la bionda e svampita modella del suo fumetto (SIMONA EPIFANI), che, al contrario di lei, ha la patologia del " com'è bello fare zighi zighi"

La prossima tappa del giro dell'oca sarà conoscere il nome del donatore: Osvaldo Menicucci (LINO PACELLA), un play boy di periferia. Lui le donne le usa, le strapazza e le getta in boxer maculato, accudito a casa da fior di mamma (CONCETTA SIMONE)

Ma certo Teo non è tipo da farsi consumare in fretta e inizia una rincorsa sentimentale da gatto e topo, finchè la storiella si conclude con una specie di filiale menage a tre che non sveliamo.guardare avanti verso il futuro della famiglia, con un grosso punto di domanda.

Il problema della FECONDAZIONE ARTIFICIALE non è oggi meno attuale, ma assai discusso: dal punto di vista scientifico ne sappiamo di più, ma da quello morale e teologico il tema è sempre molto aperto. Certamente lo show della ditta G&G non voleva fare la voce grossa, ma solo divertire inseguendo una discussione di moda. quella appunto sulle mamme "artificiali".

TRAMA

Al centro della storia c'è Teodolinda (JENNY RIBEZZO), una disegnatrice, stufa del genere umano, soprattutto quello maschile. Un bel giorno, il suo vicino di casa,Gianni Padovan (PIERO RIBEZZO) una sorta di Archimede Pitagorico dai capelli ritti, imbranato con le donne, le mette una pulce nell'orecchio: potrà diventare mamma iniettandosi il seme maschile, ma senza bisogno di un rapporto. Inizia così l'avventura: Teo, dopo aver rubato una provetta, continua la sua vita e le sue relazioni, in particolare con la bionda e svampita modella del suo fumetto (SIMONA EPIFANI), che, al contrario di lei, ha la patologia del " com'è bello fare zighi zighi"

La prossima tappa del giro dell'oca sarà conoscere il nome del donatore: Osvaldo Menicucci (LINO PACELLA), un play boy di periferia. Lui le donne le usa, le strapazza e le getta in boxer maculato, accudito a casa da fior di mamma (CONCETTA SIMONE)

Ma certo Teo non è tipo da farsi consumare in fretta e inizia una rincorsa sentimentale da gatto e topo, finchè la storiella si conclude con una specie di filiale menage a tre che non sveliamo.i guardare avanti verso il futuro della famiglia, con un grosso punto di domanda.

Il problema della FECONDAZIONE ARTIFICIALE non è oggi meno attuale, ma assai discusso: dal punto di vista scientifico ne sappiamo di più, ma da quello morale e teologico il tema è sempre molto aperto. Certamente lo show della ditta G&G non voleva fare la voce grossa, ma solo divertire inseguendo una discussione di moda. quella appunto sulle mamme "artificiali".

TRAMA

Al centro della storia c'è Teodolinda (JENNY RIBEZZO), una disegnatrice, stufa del genere umano, soprattutto quello maschile. Un bel giorno, il suo vicino di casa,Gianni Padovan (PIERO RIBEZZO) una sorta di Archimede Pitagorico dai capelli ritti, imbranato con le donne, le mette una pulce nell'orecchio: potrà diventare mamma iniettandosi il seme maschile, ma senza bisogno di un rapporto. Inizia così l'avventura: Teo, dopo aver rubato una provetta, continua la sua vita e le sue relazioni, in particolare con la bionda e svampita modella del suo fumetto (SIMONA EPIFANI), che, al contrario di lei, ha la patologia del " com'è bello fare zighi zighi"

La prossima tappa del giro dell'oca sarà conoscere il nome del donatore: Osvaldo Menicucci (LINO PACELLA), un play boy di periferia. Lui le donne le usa, le strapazza e le getta in boxer maculato, accudito a casa da fior di mamma (CONCETTA SIMONE)

Ma certo Teo non è tipo da farsi consumare in fretta e inizia una rincorsa sentimentale da gatto e topo, finchè la storiella si conclude con una specie di filiale menage a tre che non sveliamo.

Al centro della storia c'è Teodolinda (JENNY RIBEZZO), una disegnatrice, stufa del genere umano, soprattutto quello maschile. Un bel giorno, il suo vicino di casa,Gianni Padovan (PIERO RIBEZZO) una sorta di Archimede Pitagorico dai capelli ritti, imbranato con le donne, le mette una pulce nell'orecchio: potrà diventare mamma iniettandosi il seme maschile, ma senza bisogno di un rapporto. Inizia così l'avventura: Teo, dopo aver rubato una provetta, continua la sua vita e le sue relazioni, in particolare con la bionda e svampita modella del suo fumetto (SIMONA EPIFANI), che, al contrario di lei, ha la patologia del " com'è bello fare zighi zighi"

La prossima tappa del giro dell'oca sarà conoscere il nome del donatore: Osvaldo Menicucci (LINO PACELLA), un play boy di periferia. Lui le donne le usa, le strapazza e le getta in boxer maculato, accudito a casa da fior di mamma (CONCETTA SIMONE)

Ma certo Teo non è tipo da farsi consumare in fretta e inizia una rincorsa sentimentale da gatto e topo, finchè la storiella si conclude con una specie di filiale menage a tre che non sveliamo.Al centro della storia c’è Teodolinda (Jenny  Ribezzo) una disegnatrice  stufa del genere umano, soprattutto di quello maschile.  Un bel giorno, il suo vicino di casa, Gianni Padovan (Piero Ribezzo) una sorta di Archimede Pitagorico, imbranato con le donne, le mette una pulce nell’orecchio: potrà diventare mamma iniettandosi il seme maschile , ma senza bisogno del rapporto. Inizia così l’avventura: Teo, dopo avere rubato una provetta, continua la sua vita  e le sue relazioni, in particolare con la svampita modella del suo fumetto (Simona Epifani) che, al contrario di lei, ha la patologia del “com’è bello fare zighi zighi”.

La prossima tappa del gioco dell’oca sarà scoprire il nome del donatore: Osvaldo Menicucci (Lino  Pacella) un play boy di periferia. Lui le donne le strapazza, le usa e le getta in boxer maculato, accudito a casa da fior di mamma. (Concetta  Simone) .

Ma certo Teo non è tipo da farsi  consumare in fretta ed inizia una rincorsa sentimentale da gatto e topo, finchè la storiella non si conclude con una specie di filiale menage a tre che non sveliamo.

La Compagnia Stabile è alla sua sedicesima produzione teatrale, senza dimenticare la oramai consueta “Passione Vivente” che rappresenta, da ben sei anni,  un evento cittadino che ha visto la compagnia da sempre impegnata in prima persona. L’anno prossimo i nostri attori si accingono a festeggiare i venti anni di attività, venti anni irti di difficoltà, di sacrifici a cui nessuno di loro si è mai tirato indietro, forti di una grande passione che li ha portati a scegliere sfide sempre più ambiziose. 

A che servono gli uomini è stata già richiesta in alcune rassegne fuori provincia e da Gennaio verrà portata in tournee.

Il costo dei biglietti per il teatro Impero è di 12,00 € poltronissime e 10,00 € poltrone (Posti prenotabili in platea) e 8,00 € posti liberi in galleria. La prevendita è affidata alla Scuola di Musical Fabbrica di Stelle via don Gnocchi, 45-Brindisi info:339/1302614 e 0831 508068.

Controllare anche

La Compagnia Stabile Amici del Teatro: “E ndi chiamaunu li brindisini”

È la nuova fatica teatrale, scritta e diretta da Jenny Ribezzo, in cui si parla di di una comunità di brindisini scampati al bombardamento dell’8 novembre del 1941 che trova ricovero in una vecchia masseria...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condividi
Tweet
WhatsApp
Email