LA CATECHESI AL SERVIZIO DELLA FEDE

Oria | Estratto da: Memoria – Quaderno Pastorale della Diocesi di Oria
 
Memoria – Quaderno Pastorale della Diocesi di Oria

Riccardo Tonelli


 

"Catechesi" è una espressione frequente nelle comunità ecclesiali. Qualche volta viene sostituita con l’espressione più concreta "catechismo".
Queste parole evocano tantissime cose… tutte certamente molto importanti… ma forse non tutte adeguate al cammino realizzato nella maturazione dei cristiani, nel clima ecclesiale attuale. Per confrontarci, verificare e progettare assieme, è indispensabile assicurare una specie di piattaforma di consenso.
Faccio una proposta. Essa indica soprattutto la prospettiva da cui analizzare la questione. La scelta della prospettiva è decisiva per misurare ogni fatica operativa.
La catechesi al servizio della fede
Ciascuno di noi, impegnato a titoli diversi nella catechesi, può dire cosa rappresenta per lui questo speciale servizio ecclesiale e quali sono le ragioni che spingono ad impegnare tempo e risorse.
Abbiamo bisogno però di un riferimento sicuro con cui verificarci e da cui procedere per costruire progetti nuovi.
Ne possediamo uno veramente sicuro: l’introduzione al documento ecclesiale sulla catechesi "Catechesitradendae": "La catechesi è stata sempre considerata dalla chiesa come uno dei suoi fondamentali doveri, poiché prima di risalire al Padre, il Signore risorto diede agli apostoli un’ultima consegna: quella di render discepole tutte le genti ed insegnar loro ad osservare tutto ciò che egli aveva prescritto. In tal modo, egli affidava loro la missione ed il potere di annunciare agli uomini ciò che essi stessi avevano udito, visto con i loro occhi, contemplato e toccato con le loro mani riguardo al Verbo della vita. Nello stesso tempo, egli affidava loro la missione ed il potere di spiegare con autorità tutto quello che aveva ad essi insegnato: le sue parole, i suoi atti, i suoi miracoli, i suoi precetti. E dava loro lo Spirito per assolvere una tale missione.
Ben presto fu chiamato catechesi l’insieme degli sforzi intrapresi nella chiesa per fare discepoli, per aiutare gli uomini a credere che Gesù è il Figlio di Dio, affinché, mediante la fede, essi abbiano la vita nel suo nome, per educarli ed istruirli in questa vita e costruire il corpo di Cristo. La chiesa non ha cessato di consacrare a questo scopo le sue energie".
Il documento propone un obiettivo molto preciso, qualificante per la catechesi:
•Aiutare a "confessare" che Gesù è Dio con noi: incontrare e maturare la fede
•attraverso la fede in lui avere la vita
•scoprire la Chiesa come luogo dove crescere nella fede.
Perché preoccuparsi della fede?
Su questi obiettivi l’accordo è facile.
La questione è un’altra… molto più inquietante.
Abbiamo tanti problemi seri a cui pensare… ha senso preoccuparsi della fede (e di conseguenza della catechesi) o si tratta di una eventuale aggiunta… dopo aver risolto gli altri problemi?
Come si nota dal documento, l’accento non è sulla urgenza di fare dei discepoli (ci si potrebbe interessare solo in un secondo momento…), ma di "assicurare vita" nel nome di Gesù. E questa è una faccenda che impegna tutti… perché la vita e la sua qualità riguarda decisamente tutti.
Questo è dunque l’interrogativo inquietante, che forma il nodo della catechesi e della sua funzione: il rapporto tra vita, Gesù, fede.
Non prima la conoscenza ma prima la fede
In genere, chi insegna cose che il suo interlocutore non conosce, si preoccupa di ciò che deve dire e di un modo corretto di dirlo. Verifica i risultati dalla capacità di ripetere bene le cose insegnate. Qui la preoccupazione è molto diversa: riguarda non la conoscenza ma la fede in Gesù. Perché per assicurare la vita ci vuole la fede? E quale catechesi al servizio della maturazione della fede?
Abbiamo una risposta proprio nella storia dei discepoli di Gesù: Gesù, i discepoli, il ragazzo epilettico.
Quale fede?
Nella Lettera agli Ebrei è contenuta una bellissima definizione di fede: "La fede è un modo di possedere già le cose che si sperano, di conoscere già le cose che non si vedono" (Eb. 11, 1). L’autore la commenta e la concretizza, raccontando la storia di personaggi famosi che hanno vissuto in questa prospettiva.
Ci sono gli uomini che consegnano tutta la loro esistenza alla Parola che Dio loro rivolge, fino a compiere gesti impensabili e inediti. Significativo è l’esempio di Abramo. Aveva ardentemente desiderato un figlio. L’aveva sognato sulla promessa di Dio. Ora accetta di sacrificarlo sulla parola esigente del suo Dio. Nella sua fede, forte come la roccia, diventa padre di una moltitudine di gente.
Ci sono personaggi e situazioni dal sapore molto più quotidiano. Dice, per esempio, l’autore della Lettera agli Ebrei che per fede la mamma di Mosè decide di non obbedire alla parola del tiranno che le chiedeva di uccidere il bambino. Il suo gesto "normale" di mamma affettuosa e coraggiosa viene interpretato come grande gesto di fede.
Sono citate anche situazioni abbastanza strane: a partire dalle "cose che non si vedono", diventano gesto di fede anche l’intrigo con cui Giacobbe ruba la primogenitura ad Esaù e l’ospitalità che la prostituta Raab offre agli esploratori ebrei.
In tutti i casi, due dati sono in gioco e si richiamano reciprocamente: quello che si vede e si costata, perché forma il tessuto quotidiano dell’esistenza, e quello che non si vede e che si spera. Ciò che non si vede e si spera viene "conosciuto" e "posseduto" tanto da diventare la ragione e il significato di quello che si vede e si costata.
E’ importante pensare alla fede in questa logica, per riconoscere il suo rapporto con la vita di tutti i giorni, con i suoi ritmi e con le sue scelte.
La fede non si interessa infatti di alcuni temi e problemi tutti suoi, che si aggiungono a quelli che già pervadono l’esistenza quotidiana. E non è certamente l’adesione intellettuale ad alcune informazioni. Oggetto della fede è invece l’esistenza concreta e quotidiana, la storia profana, che è storia e avventura di tutti e luogo dove si affaccia l’avventura salvifica dell’amore di Dio.
Una lettura di fede richiede il coraggio di leggere la realtà, personale e collettiva, con uno sguardo che si fa sempre più penetrante, fino a toccare le soglie del mistero. Ed esige la capacità di ritornare sull’oggetto della fede a partire dal mistero, posseduto nella speranza, come la verità più intima di ogni avvenimento.

In questo numero…

 
N.B.:
La pubblicazione dei testi e delle immagini di proprietà della Diocesi di Oria dovrà avvenire nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela del diritto d’autore, in particolare con la previa autorizzazione, e citando sempre esplicitamente la fonte e/o l’autore dei contenuti pubblicati.

Controllare anche

Episcopio di Oria

Episcopio di Oria: progetto valorizzazione, primi in graduatoria regionale

Episcopio di Oria: progetto Città invisibile… finanziato per la valorizzazione e la fruizione dai visitatori del complesso Monumentale e del Museo diocesano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Share
Tweet
WhatsApp
Email