La nuova scena inglese al Teatro Comunale di Torre Santa Susanna

 

Il primo è il reading di Behzti (Disonore) dell’autrice sikh londinese Gurpret Kaur Bhatti con la traduzione di Luca Scarlini. Gurpreet ricostruisce un impietoso spaccato di vita quotidiana della comunità sikh londinese intriso di humour nero. Questo testo è dunque un’immersione all’interno del sikhismo, che è una religione nata in India nel XV secolo e che conta diverse comunità sparse nel mondo tra cui quelle di Londra (la più grande in Europa) e quella italiana (la seconda in Europa dopo quella di Londra) nell’Agro Pontino e nella pianura padana. La prima volta che è stato rappresentato a Londra questo testo, nel 2004, è stato oggetto di una feroce controversia, perché conteneva scene di violenza e abuso che si dipanano all’interno del Gurdwara, l’edificio sacro sikh. Protagoniste sono Balbir e sua figlia Min, la quale passa la totalità del tempo a prendersi cura della madre malata, che non sta mai zitta. La storia inizia nel momento in cui le donne si stanno preparando per uscire di casa dopo moltissimo tempo e andare al tempio. Madre e figlia si avviano verso il tempio ma quando Balbir incontra i vecchi amici, un trauma, rimasto chiuso nel suo inconscio per tantissimi anni, affiora. Le piccole illusioni di Min e Balbir vengono frantumate e disperse in un mondo di aspirazioni disperate e pericolose sfide. Prodotto da Maccabè Teatro vede la regia di Enzo Toma degli attori che sono: Lucia Zotti, Marialuisa Longo, Giuseppe Vitale, Francesco Ocelli, Giancarlo Luce, Monica Contini, Ermelinda Nasuto. Il testo sarà messo in scena in modo integrale anche se in forma di lettura (sebbene gli attori non avranno il copione in mano o su un leggìo) cercando di farne emergere la cruda bellezza.
Il secondo è la mise en espace (uno studio) di Same Same di Shireen Mula (traduzione di Luca Scarlini) diretta da Gaetano Colella per il Crest di Taranto e con Catia Caramia, Elena Giove e Andrea Petrini. È la storia di due donne fortemente legate tra loro da una vicenda che si rivela solo gradualmente allo spettatore. È un testo estremamente poetico, crudele e dolce al tempo stesso: porta alla luce parti di una realtà scomposta, frantumata in mille pezzi.Questo secondo lavoro è caratterizzato da un ritmo serrato dettato dallo stesso stile dell’autrice.
Questi due lavori sono il seguito di un workshop, riservato alle residenze teatrali dei Teatri Abitati, che si è tenuto a Giovinazzo (Bari) dal 6 al 9 Gennaio 2012 e che ha visto la partecipazione dei drammaturghi inglesi Steve Waters e Gurpreet Kaur Bhatti, oltre che della dramaturg Caroline Jester del Birmingham Repertory Theatre. Il progetto è promosso dal British Council Italiano e dal Teatro Pubblico Pugliese. Partner sono il Birmingham Repertory Theatre, Oval House di Londra e Università di Bari. Oltre che a Torre Santa Susanna questi due lavori saranno rappresentati a San Vito dei Normanni, Taranto e Bari.
Giuseppe Vitale

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