La Puglia e il suo Contesto – Rassegna espositiva di Nicola Andreace

Il progetto promosso dall’UPGI (presieduto dal prof. Gino Convertino, che si avvale della collaborazione di Loris Rossi, già dirigente della Regione Puglia e di Stella Valle, responsabile della Biblioteca comunale di Massafra) e supportato dal Comune di Massafra, Presidenza del Consiglio Comunale, Assessorato alla Cultura e Associazionismo, Biblioteca Comunale e con la partecipazione della Consulta delle Associazioni di Massafra, Lions Club Massafra-Mottola “Le Cripte”, FIDAPA di Massafra, Leo Club Massafra-Mottola “Le Cripte”, Liceo “De Ruggieri di Massafra; ITAS “C. Mondelli”, Massafra; ITIS “Amaldi” Massafra; Presidio del libro, Massafra; “Segmenti d’Arte” Massafra.

Relazioneranno Franco Parisi, “Imprenditore agricolo, Giacomo Castellano e Fabrizio Basile, ”Dirigenti A.S.L. Taranto sul tema “Agricoltura e Pesca nell’economia pugliese” Interverrà Vito Leopardo, Dirigente ITAS , Massafra sul tema “Formazione scolastica e agricoltura “ Introdurrà e coordinerà l’evento Luigi Convertino.

Nel contempo farà da splendida cornice all’incontro una Rassegna espositiva di Nicola Andreace. Si tratta di una ricerca e di una rivisitazione di opere sulla Civiltà contadina, realizzate ad olio e con tecnica mista, che affondano le radici nel tempo che va sin dagli anni ’60 e  la cui cifra contenutistica si caratterizza con i richiami alla realtà pugliese. Esse esercitano un fascino indiscusso e non solo sugli addetti ai lavori, perché sono la testimonianza di un luogo interiore in cui si integrano gli apporti delle nostre culture, che ci guidano in un itinerario percorribile solo col pensiero. Le opere, in cui si materializza il dialogo intimo e segreto tra architettura e colore, materia e luce, ricostruiscono il primo percorso artistico di Andreace, iniziato nel 1957 con una collettiva di Pittura presso la Pinacoteca Provinciale di Bari. Dopo essersi presentato come “disegnatore vigoroso e colorista acceso” (scrive Pietro Marino), Andreace affronta le tematiche concettuali del tempo, con espressionismo neorealista. Personalità fuori dal coro, ma autentica e sincera oltre che analitica nella vista e immaginifica nella visione, non si è mai lasciato trascinare o condizionare dai movimenti modaioli, ma, assimilando le diverse tendenze artistiche, che si sono avvicendate nel corso del secolo scorso, le ha filtrate attraverso la sua cultura, metabolizzate soggettivamente, interpretate in modo personale per esprimere contenuti ora di sguardo scientifico, ora di afflato lirico, ora di entrambi fusi. Oggetto della sua osservazione razionale e di partecipe emotività è stata ed è sempre la realtà del territorio, di cui siamo spettatori ed attori. Le opere pittoriche in mostra ci fanno ripensare alle nostre città mediterranee di una volta costruite a misura d’uomo e ai mestieri spazzati via dall’imperante industrializzazione, inoltre ci fanno rivivere le usanze dei nostri paesi del Sud attraverso oggetti, frutto di un antico, colto e appassionato modo di fare le cose. Questo ci permette di dare un valore alla preziosa eredità lasciataci da molte generazioni, di rileggere la storia per trovare le radici della nostra identità, di riscoprire valori di laboriosità, rispetto, onestà, parsimonia, semplicità e solidarietà che erano alla base del sistema di vita della nostra gente. Angelo Lippo scrive, “Andreace non deroga dal principio che dipingere è un atto di fede assoluta, che gli consente di fondare la sua ricerca sulla valorizzazione della cultura della propria terra, indirizzata al  rafforzamento delle sue precipuità morali e culturali… Attingendo a piene mani al suo territorio, impiega un lavorio approfondito, sicché nulla è affidato al caso, ma ogni minimo dettaglio, ogni sfumatura, ogni riverbero è essenzializzato nella sua più intima verità e profondità. Circola in ogni opera una dinamicità umana e culturale davvero unica. Le figure e gli attrezzi coabitano in una dimensione unitaria e, integrandosi a vicenda, rispecchiano la realtà. In tal modo, le sue opere non solo diventano “documento”, ma anche momento di riflessione sull’articolata relazione tra uomo e ambiente, mezzo di conoscenza delle nostre vicende, suggerimento per scelte operative più consone al benessere sociale, alla crescita della comunità e al progresso civile”. E Marcello Venturoli aggiunge: ”… l’arte di Andreace è ricca di idee e sentimenti, porta nel modo più diretto e comunicativo le radici di una cultura arcaica e contadina con i processi antropologici della sua terra. I suoi lavori si presentano come un articolato modello culturale che permette di guardare alla storia di una comunità attraverso un discorso – visione della conoscenza,della tutela e della valorizzazione… Guardando le sue opere-ricerche, che dialogano e interagiscono con gli strumenti della civiltà contadina, ci si accorge che la tradizione permane e fruttifera dentro di noi, e la nostra coscienza è la consapevolezza di un processo culturale etico ed esistenziale in un quadro di valori la cui eredità è nel rispetto delle appartenenze… Sul severo palcoscenico della Puglia egli raffigura uomini, donne, vecchi, persone dei mestieri, della casa, della famiglia, accolti e vissuti come parenti, donne in trono col bambino come madonne rusticane o che mostrano il seno con quella bellezza della salute e della piena gagliardia fisica: la loro immagine è la tattilizzazione di una appassionata memoria, è una nostalgia, ma è anche soprattutto il presupposto di una poetica e nuova storicizzazione. Il messaggio di Andreace non è cronaca, è storia“

Controllare anche

Palio di Oria Chiarine

Palio di Oria, Corteo e Torneo dei Rioni: attrazione dell’ estate in Puglia

Palio di Oria: evento clou delle vacanze dell’estate in Puglia, dove storia e leggenda si intrecciano e rivivono in uno scenario medievale naturale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Share
Tweet
WhatsApp
Email