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We Last: Domenico Russo intervista Stefano Serretta di Genova

Piccolo è il francobollo da cui ha cancellato la statua votiva del Buddha… Con “We Last“, Serretta, dissemina poi presunti campioni geologici, mostrando i segni della nostra pericolosa civiltà come fosse passata, dimenticata.

#AIMagazine Serretta last

Domenico Russo intervista Stefano Serretta

Articolo di Domenico Russo di Oria.
Estratto da #AIMAGAZINE
The Art Review
Winter 2017
La rivista dedica sei pagine all’intervista condotta da Domenico Russo di Oria a Stefano Serretta (Genova)

The Portfolio interview.
Atworks: Stefano Serretta
Text: Domenico Russo

We last. Stefano Serretta

by Domenico Russo

D: Pronuncia macerie e penso al vuoto nella nicchia di Bam. Piccolo è il francobollo da cui ha cancellato la statua votiva del Buddha ed esteso è il vuoto che s’apre nel giudizio d’ognuno. Con “We Last” dissemina poi presunti campioni geologici, mostrando i segni della nostra pericolosa civiltà come fosse passata, dimenticata. Ci sta parlando di nuova era geologica…

R: “We Last” (2017) è un progetto che riflette sulla Nuclear Age come frammento di Novecento in relazione all’analisi stratigrafica delle rocce e alla loro datazione. Come anche sull’immediatamente prima di noi in relazione a un lontanissimo dopo. Durante la Guerra Fredda il mondo è stato spettatore, tra le altre cose, della corsa agli armamenti nucleari. Più di duemila test sono stati condotti tra il 1945 e il 1992, anche se le uniche bombe lanciate per scopi militari rimangono Little Boy e Fat Man, le due usate dagli Stati Uniti contro il Giappone. I materiali rilasciati dai test negli anni sono diventati una traccia permanente di questo preciso periodo fissandosi nelle stratificazioni rocciose, e come l’anello di un albero un giorno potrebbero testimoniare ad una esistenza futura che noi eravamo. Implosa l’Unione Sovietica, alcune forze precedentemente sostenute dagli Stati Uniti diventano loro principali nemiche, nonché nuova sintesi dell’altro. Il 2001 è l’anno del crollo delle Torri Gemelle e della distruzione dei Buddha di Bamyan, l’immagine stampata sui francobolli delle poste afghane del 1951 che nel lavoro “Bam” (2016 – in corso) vengono collezionati e cancellati. Il rapporto tra iconoclastia e iconofilia in questi due eventi e in altri più recenti (Palmira o le devastazioni del Museo Archeologico di Mosul) è evidente nella forma in cui le immagini di queste azioni vogliono sostituirsi ai simulacri che pretendono di cancellare.

http://ai-magazine.it/

Il dott. Domenico Russo è autore di articoli pubblicati su “Artribune”, la più ampia e diffusa redazione culturale del paese.
http://www.oria.online/domenico-russo-di-oria-su-artribune-intervista-il-reporter-amadasi/

Altre notizie qui:
http://www.oria.online/inaugurazione-mostra-toulouse-lautrec-scheda-di-domenico-russo/

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