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"MADRI SENZA TERRA", L'ULTIMO CD DEGLI "ABASH"

Gabriele De Blasi

Abash
Fonte: foto di Music club
Presentazione ufficiale il prossimo Martedì 23 Febbraio,presso il Teatro Paisiello di Lecce "MADRI SENZA TERRA", L'ULTIMO CD DEGLI "ABASH". Un disco pubblicato dall'etichetta "Immaginifica" di Franz Di Cioccio, ospite della serata. (Carpe diem Oria)

“Madri senza Terra” è il titolo dell’ultimo lavoro discografico degli “Abash”, che sarà presentato il prossimo Martedì 23 Febbraio, alle ore 21. Il cd è stato pubblicato dall’etichetta “Immaginifica – Aereostella”, fondata da Franz Di Cioccio, della “Premiata Forneria Marconi”, “special guest” della serata. Il concerto di presentazione di “Madri senza Terra”, organizzato con la collaborazione dell’Assessorato al Turismo del Comune di Lecce, si svolgerà al Teatro Paisiello. 
Il gruppo degli “Abash” si forma nell'ottobre del ‘98 sulla scia della rinata tradizione etno-popolare salentina e da una forte passione per la musica. Il bacino è il “Salento”, da sempre terra di conquista e di transito, per secoli sottomessa alle invasioni dei tanti popoli del Mediterraneo e contaminata dalle loro culture. Alla ricerca di una identità, il gruppo incontra i ritmi tribali e ossessivi della vicina Africa, le suadenti melodie orientali e le chitarre arabeggianti, ma l'anima rock prevale e dà vita a quel rock mediterraneo un po' progressive di cui gli “Abash” sembrano essere gli unici interpreti.
Maurilio Gigante scrive il primo brano, "Salentu e Africa" e sarà il loro manifesto musicale. Nel maggio 2000 esce il loro primo cd, "Salentu e Africa", appunto, prodotto dal gruppo, dove finalmente il popolare e l'etnico trovano nuova linfa in una esplosiva miscela rock che, specie nelle esibizioni live, suscita l'interesse di quella critica pugliese meno distratta dal fenomeno "pizzica". Il secondo disco esce nel Luglio del 2004 ed è prodotto da Rai Trade; successo di vendite per gli “Abash”, che con "Spine e malelingue" confermano l'indirizzo progressive della loro musica, ma anche il sogno di un di Mediterraneo di pace e di un Salento approdo di nuove speranze. I testi degli “Abash”, dal dialetto, all’italiano e all’ebraico, parlano di vita vissuta, dei drammi di ogni giorno. Dal vivo tanta è l’energia sprigionata dal gruppo da far sentire l’ascoltatore parte integrante del concerto stesso, nota musicale in un trionfo di suoni.
Il terzo lavoro in studio si intitola, dunque, “Madri senza Terra”; si tratta di un lavoro che colpisce fin da subito con le sue scosse in cui chitarre dal taglio progressive si alternano ad esperimenti strumentali variegati che superano il rock per approdare alle sponde di una musica che si potrebbe definire "elettroetnica" per le atmosfere che suggerisce attraverso un riffing curato ed espresso tramite arrangiamenti sapientemente costruiti. Le doti tecniche del gruppo, infatti, appaiono notevoli: basti ascoltare un brano come “Canto alle Nuvole”, in cui le melodie vengono riproposte con grande precisione creando atmosfere a cavallo tra rock e musica etnica. Una miscela musicale che varrà senz’altro la pena di ascoltare il prossimo Martedì 23 Febbraio, sul palco del Teatro Paisiello di Lecce. 
 (Gabriele De Blasi)

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