Manifesto di Andreace per la presentazione del libro "Corruzione" di Vitale

 

Manifesto di Nicola Andreace - Presentazione libro "Corruzione" di Vitale

Vitale è il Presidente del Fondo italiano di Investimento, Edizioni Studio Domenicano con la collaborazione Ambrosianeum, La prof.ssa Carla Gallo, brillante coordinatrice, dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento e letto le riflessioni del Presidente dell’UPGI, prof. Luigi Convertino, ha dato la parola prima, per gl’indirizzi di saluto a A. Cerbino, Ass. alla Cultura e all’Associazionismo, a S. Milda, Dirigente Liceo “De Ruggieri”, poi al dott. D. Gamarro, per la presentazione dell’Autore. Infine il prof. Marco Vitale ha parlato del contenuto del suo libro, nato dalla constatazione della corruzione dilagante nel nostro Paese e soprattutto del senso di rassegnazione che domina la gente, della mancanza d’indignazione. Pur convinto che la corruzione con i suoi aspetti devastanti faccia parte della storia dell’uomo, prendendo ad esempio l’esperienza di altri Paesi nella storia recente, il prof. Vitale ha mandato un messaggio di speranza, sostenendo che “ quando la corruzione si alimenta di conflitti di interesse endemici, e poi li fomenta, quando si salda con la malavita organizzata per penetrare sempre più incisivamente nel tessuto economico e sociale, allora è necessario lanciare .un alto grido di allarme.”, per risvegliare le coscienze, per reagire tutti insieme, uomini di buona volontà, principali funzioni ed attività economiche e professionali, sociali,religiose e culturali.

Facevano da sfondo al tavolo dei relatori opere pittoriche di Nicola Andreace del periodo Post Human, in modo che le immagini, completandosi e arricchendosi, potessero offrire un’occasione di riferimento in qualità e azione sociale ed una opportunità per riflettere. Smaterializzando la realtà, le composizioni visive ponevano e pongono l'attenzione su particolari nascosti, che sfuggono allo sguardo, ma che riecheggiano un’indagine antropologica del territorio. Arte, tempo presente, pensiero ed animo si mescolano per raffigurare il segno del disgregarsi di un’idea di uomo, che muta la sua vita “normale”, facendola diventare sregolata, a brandelli, drammatica per sé, bagaglio angosciante, difficile da respirare per gli altri. Carmen De Stasio, scrittore e saggista, così commenta le opere: ”Con Nicola Andreace trionfa il linguaggio contemporaneo della sintesi, della coesione e dell’immediatezza… Egli sollecita la scoperta della vivacità di discorsi interrotti, strappati alla meditazione con spirito combattivo. L’originalità delle sue composizioni trova riscontro nel senso di equilibrio che riconduce ad un’organizzazione di elementi talvolta dissenzienti tra loro, ordinata con cura del particolare, intessuta di impegno sociale e culturale. Un documento oltre storico al quale l’artista perviene al seguito di eventi circostanziali, che si configurano come intelaiatura di significati tra loro contigui ed intelligibili. L’emergente complessità del messaggio di Andreace esorbita dalla scena e rivela la tensione e la plasticità di una prospettiva dilatata in un eterno presente, che richiama la capacità umana di condensare la rabbia del tempo…” 

Nicola Andreace per l’evento “Presentazione del Libro Corruzione di Vitale” ha realizzato anche il Manifesto ed una cartolina-invito. La composizione presenta uno spazio, che con il suo stare silenzioso, crea una sosta necessaria, sfuggita al vocabolario dei suoni e dei rumori: “un paesaggio urbano, un personaggio smembrato in un volto dallo sguardo determinato, privo di scrupoli ed in un uomo, corpo senz’anima, con la valigia, una macchia rossa di sangue ci pongono di fronte alla realtà dell’individuo e alla realtà della morale, che opprime la libertà interiore”.

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