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Massafra – Palio della Mezzaluna

Massafra – Palio della Mezzaluna – Manifesto di Nicola Andreace

La manifestazione storico-evocativa in costume della battaglia fra massafresi e turchi sul fiume Tara, avvenuta il 14 settembre 1594, istituita nell’ambito del “Settembre massafrese” nella seconda metà degli anni Cinquanta, presto interrotta, è stata ripresa nel 2007 ed ampliata con Convegni Nazionali di studio e gemellaggi con le Città del Palio, voluti dall’Associazione Culturale MassafraNostra ed organizzati dal Prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei. Nicola Andreace per tale evento realizza Manifesto e Palio, lo stendardo che viene attribuito alla Parrocchia del Rione vincitore della gara. Tali opere documentano il connubio tra storia e contemporaneità attraverso la molteplicità di codici visivi. Il comune denominatore è il legame con la spazialità architettonica dei luoghi massafresi e la storia degli stessi, in un alternarsi di zone  religiose e civili, presso cui, come contrappunto alla realtà contemporanea,  alcune figure storiche interpretano le vicende eroiche del nostro tempo andato, quando vari ceti sociali si unirono per difendere la propria libertà. il valore simbolico, pieno di suggestioni, di un avvenimento del passato, lo scontro con i turchi, evidenzia la continuità di due mondi, contemporaneo e storico, volutamente riuniti senza limiti temporali per commemorare e gemellare Massafra con altre città del Palio, con cui confrontarsi e mettersi in comunicazione, per coinvolgere le nuove generazioni, sviluppare turismo, premiare il merito di alcune personalità del territorio. Nelle sue opere del Manifesto e del Palio del 2012, Andreace, attraverso un’analisi della realtà per un discorso quasi di “reportage”, con sintesi di immagini, costruisce un racconto denso di dettagli, in uno stille personale di approfondimento antropologico e radicamento nella cultura del territorio. Alle sue due composizioni Andreace aggiunge le seguenti note esplicative: “Nel Manifesto, il castello, simbolo del potere civile, svettante contro un cielo azzurro, acceso da un cromatismo caldo infuocato, domina il centro antico con le sue case incastonate sulla collina  e con la Chiesa, simbolo del potere religioso e testimonianza della devozione popolare. Habitat e luogo sacro, illuminati dal colore  ocra,  in contrasto con i rossi, fanno da quinta alla scena in primo piano, che, tra pacatezza e ribellione, si sostanzia dei valori di condivisione, di amore per la propria terra e di solidarietà, beni da sempre appartenuti all’universale umano. Nella composizione per il Palio, il castello e la chiesa, teatro della vita civile e del sacro, verticalizzano l’attenzione sui guerrieri e su Isabella di Monsorio, che tra speranze comunicano la concentrazione e la tensione per il prossimo decisivo scontro armato. Il cavaliere in rosso, armato di fede e di armi, esprime l’ineguagliabile sofferenza ed emblematizza con la consapevolezza del pericolo un esempio di virtù, coraggio e dedizione. In orizzontale tra stendardi e trombe, armigeri, guerrieri e cavalli frementi, ricchi di pathos, scandiscono i ritmi di un tempo che si evolve e che, evolvendosi, si conferma nella sua affermazione vittoriosa. Durante il Convegno nazionale “le Città del Palio”, che quest’anno vede gemellata Massafra con Torremaggiore, verrà

Consegnato il premio “Il Palio d’Argento” a personalità operanti sul territorio ionico e distintesi per la promozione della città in ambito culturale, imprenditoriale, sportivo e sociale. Esso consiste in una targa d’argento, realizzata nel 2010, su cui a colori è riprodotta un’opera di Nicola Andreace, che così spiega i contenuti: “Dalle pagine della storia emergono i simboli del palio, che ravvivano il ricordo ed invitano a costruire la pace con concorde aggregazione e con ricerche culturali-scientifico-economiche.”

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