Oria – Basilica Cattedrale: Benedizione del Cavaliere

San Giorgio  viene onorato, come martire di Cristo in ogni parte della Chiesa, da Oriente ad Occidente, fin dall'antichità. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno. Il culto per il martire iniziò quasi subito, come dimostrano i resti archeologici della basilica eretta qualche anno dopo la morte (probabilmente intorno al 300) sulla sua tomba nel luogo del martirio (Lydda). In tutto il Medioevo la figura di s. Giorgio, divenne oggetto di una letteratura epica che gareggiava con i cicli bretone e carolingio. Il trovatore Wace (1170 ca.) e soprattutto Jacopo da Varagine († 1293) nella sua “Leggenda Aurea”, fissano la sua figura come cavaliere eroico: nasce la "Leggenda del Drago", che tanto influenzerà l’ispirazione figurativa degli artisti successivi e la fantasia popolare.

Con Riccardo Cuor di Leone (1157-1199) san Giorgio venne invocato come protettore da tutti i combattenti. Con i Normanni il culto del santo orientale si radicò in modo straordinario in Inghilterra e qualche secolo dopo nel 1348, re Edoardo III istituì il celebre grido di battaglia “Saint George for England”. Enrico Pepe, sacerdote, nel suo volume ‘Martiri e Santi del Calendario Romano’, ci ricorda l'utilità odierna della celebrazione liturgica di questi storici Santi Martiri , con questa riflessione: “Forse la funzione storica di questi Santi avvolti nella leggenda è di ricordare al mondo una sola idea, molto semplice ma fondamentale, il bene a lungo andare vince sempre il male e la persona saggia, nelle scelte fondamentali della vita, non si lascia mai ingannare dalle apparenze”.

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