Oria: Saltiamo in sella e informiamoci sulla Xylella

Xylella-Ciclo-passeggiata

Manifestazione ciclistica organizzata per domenica 26 aprile da A.S.D. Free Rider.

Partenza alle ore 16,00 da piazza Manfredi (raduno di fronte al Bar Nadim), sfilata per le vie cittadine e arrivo sulla strada per Carosino dove è avvenuto il taglio di alcuni alberi di ulivo.
Saranno presenti alla manifestazione il prof. Michele Trotti, agronomo e docente presso il l’IISS Marconi – Flacco – Belluzzi di Brindisi e il dott. Francesco Morleo, agronomo e presidente del Comitato degli operatori della filiera olivicola dell’Alto Salento, che spiegheranno le cause della diffusione della Xylella e i possibili rimedi.

Pubblichiamo un breve intervento del dott. Francesco Morleo.
IL PROTAGONISTA SILENZIOSO E PAZIENTE (FINO A QUANDO?) 

Sono oramai settimane che la nostra attenzione di cittadini salentini è bloccata su alcuni argomenti: le gesta di uno dei nostri Presidenti del Consiglio, quelle dell’ISIS, il dramma dei migranti e la Xylella fastidiosa. In attesa che inizi il tradizionale rito dello scambio delle figurine legato alle elezioni comunali e regionali.
Ma a Oria abbiamo di più: c’abbiamo la Xylella sul nostro territorio. Abbiamo finalmente di che essere protagonisti! Un evento che ha un po’ scosso la nostra quotidianità e un’opportunità più unica che rara per un po’ di sana protesta in stile vagamente vintage.
C’è però un grande spazio vuoto sul palco dello Xylella Festival! Chi non sta cogliendo l’occasione di essere un po’ protagonista?
È paradossale. Coloro che rifiutano il protagonismo sono i veri protagonisti della vicenda. Sono gli agricoltori. Tutti gli altri sono solo comparse!
L’agricoltore (l’olivicoltore in particolare) di Oria sta vivendo una vicenda davvero inedita, piombatagli addosso in maniera inspiegabile. Fino a qualche settimana fa la malattia che faceva seccare le piante d’olivo era una cosa dei leccesi, con tanto di cordoni e zone cuscinetto. Meglio della Linea Maginot! Purtroppo, però, i francesi si sarebbero accorti presto che la tranquillità data dalla Linea Maginot era solo illusoria, che il proprio esercito era impreparato a fronteggiare la blitzkrieg tedesca e che la linea Maginot poteva semplicemente essere aggirata.
Tornando all’attualità, gli olivicoltori (e non solo) di Oria si sono trovati, improvvisamente, non solo ad aver paura che questa infezione si espandesse in maniera incontrollata, ma sono stati letteralmente travolti dagli eventi, con dispiegamenti di forze dell’ordine, mancanza di informazioni o contraddittorietà delle stesse, ordinanze perentorie divulgate in maniera non univoca, stampa impazzita e complottisti che fanno lo straordinario.
Ma in mezzo a tutta questa polvere virtuale alzata più o meno ad arte, loro in mezzo alla polvere reale ci stanno davvero, mentre si stanno sforzando di dare applicazione ai dettami provenienti da coloro che si dovrebbero porre anche qualche domanda sull’origine del problema. L’agricoltore è per natura pragmatico e, in questo frangente, ha capito che per il momento è meglio assecondare le ordinanze (anche perché potrebbe risultare pesante esimersi).
E, d’altronde, indipendentemente dagli obblighi di legge, non so se ci voglia più coraggio a dire al parente dell’ammalato di cancro che costui dovrà sperare nella chemioterapia o che si può guarire con il bicarbonato!
Bisogna solo, però, essere tutti consapevoli che in genere i pragmatici, se pure in silenzio, esigono i risultati!

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