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Oria – Spazio salute: Stop alla carie

La carie dentale è tra le patologie più diffuse nel mondo e causa danni consistenti alla salute dell’individuo.

Stop alla carie

Alzi la mano chi nell’ultimo anno non è stato almeno una volta dal suo dentista per “una trapanatina” a quella “carie maledetta”…
 Ma che cos’è, davvero, la carie? E come si può combattere?
La carie si deve evitare grazie alla prevenzione e si può curare con trattamenti sempre più innovativi e sempre meno invasivi: addio trapanatine? Non sempre…

La carie dentale è tra le patologie più diffuse nel mondo e affligge un’ampia porzione della popolazione, causando danni consistenti alla salute dell’individuo e, in genere, influendo negativamente sul suo benessere. 
In sintesi la carie dentale è il processo di corrosione dei denti messo in atto dall’attacco di un acido. L’acido si può definire come il prodotto dei batteri che aderiscono alla superficie del dente, nutrendosi degli zuccheri presenti nella nostra dieta. Inizialmente l’acido dissolve i minerali della superficie dentale, creando una lesione porosa che ospita i batteri. Se questa prima lesione non viene opportunamente e repentinamente curata, l’acido continua la sua opera corrodendo lo strato duro esterno del dente (smalto) e penetrando nello strato interno meno duro (dentina). A questo punto l’acido può arrivare fino alla polpa dentaria, “l’organo interno del dente” (il cosiddetto “nervo”, che è in realtà un organo molto più complesso) fino a comprometterne la vitalità.
Il risultato: seduta dal dentista assicurata; senza contare quanto la carie penalizzi il nostro “biglietto da visita” principale, il sorriso. 
Ma non bisogna dimenticare anche le altre possibili conseguenze: il ristagno di materiale imputridito nelle cavità prodotte dalla carie, cattivi odori (alitosi) e sapori, sensibilità al caldo e al freddo, al dolce e all’acido, dolore spontaneo al dente, alle zone circostanti e alla masticazione, gonfiore ed ascesso fino alla distruzione del dente e della sua radice. 
La sua cura comporta spese in termini di tempo e denaro ed è motivo di intervento quotidiano da parte di ogni dentista. Oggi però ci sono metodi alternativi di prevenzione e cura che possono cambiare le cose, vediamo come…

Prevenire la carie. Come?

Nuove tecniche preventive e odontoiatria mini-invasiva, anche per il portafoglio…

La carie si può e si deve evitare grazie alla prevenzione, alla quale l’odontoiatra già da diversi anni dedica un’attenzione sempre maggiore.

Qual è il principale fattore di prevenzione della carie?

La saliva è il principale sistema di protezione naturale contro la carie: riduce l’attrito sullo smalto, rimuove i batteri e il cibo dai denti, contribuisce a neutralizzare l’acidità e reintegra gli ioni che rimineralizzano lo smalto. Quando la saliva non svolge le sue funzioni, il processo degenerativo della carie attecchisce e progredisce. Esistono nuovi orientamenti e innovativi test diagnostici molto semplificati che permettono di controllare se la saliva del paziente è in grado di proteggere l’ambiente orale. Tali esami potranno rientrare presto nell’usuale insieme di servizi proposti regolarmente ai pazienti.

Quali misure preventive si possono adottare?



• Seguire una dieta equilibrata, povera di alimenti alleati della carie
• Essere sempre attenti all’igiene orale e all’uso di dentifrici al fluoro, filo interdentale e collutori specifici.


• Effettuare controlli regolari sullo stato della saliva e del livello della placca dentale.
• Rendere più frequenti le sedute di igiene dentale professionale.

Che cosa si intende per trattamento mini-invasivo della carie?



Il processo di recupero mini-invasivo, mirando a ricostruire e a proteggere allo stesso tempo, è profondamente diverso dal metodo tradizionale “chirurgico”, del “trapanare e otturare” che tratta unicamente i sintomi della patologia e non la causa scatenante. Da tempo, le proprietà adesive dei nuovi materiali permettono di ridurre la preparazione cavitaria lasciando intatta la struttura sana del dente. Oggi, con i compositi di nuova generazione, si possono ottenere applicazioni e resa estetica ottimali anche nelle cavità più piccole.
Tali compositi utilizzati nei trattamenti mini-invasivi, aderiscono chimicamente allo smalto e alla dentina, proteggono contro l’infiltrazione batterica marginale e resistono nel tempo.

La “manutenzione dei restauri” viene considerata sempre più spesso come alternativa preferibile e meno invasiva rispetto al loro rifacimento.


L’odontoiatria si sta dunque progressivamente orientando verso l’abbandono del metodo chirurgico a favore di un approccio medico e mini-invasivo. Entro qualche anno si potrebbe sentir parlare degli studi dentistici come “centri odontoiatrici di prevenzione e di procedure mini-invasive”. In questo modo tendenzialmente verrà migliorato anche il rapporto “dentista-paziente” e, dunque, un maggior numero di pazienti dovrebbe recarsi dal dentista con una frequenza più assidua, soprattutto prevenendo la formazione e l’acutizzarsi della carie e, così facendo, allo stesso tempo, si potranno contenere le spese per le cure

COME FUNZIONA IL TEST DELLA SALIVA


L’efficacia protettiva della saliva dipende da diverse proprietà tra cui il flusso, la viscosità (“consistenza”), il pH e la capacità di neutralizzare gli acidi. Se la saliva è inadeguata, per quantità e qualità, l’eliminazione dei batteri e il pH della bocca si riducono, con il risultato che le superfici dentali diventano più deboli nei confronti delle varie aggressioni meccaniche e chimiche a cui sono quotidianamente sottoposte. Il test della saliva ne misura le caratteristiche, secondo due diverse modalità:
• esame visivo della saliva a riposo (o non stimolata) per controllare i parametri di idratazione, viscosità e pH;
• esame della saliva sotto stimolazione per i parametri di qualità e quantità.

Tra le cause che inducono una riduzione dell’attività della saliva: scarsa assunzione di liquidi, eccesso di sostante diuretiche quali tè o caffè (soprattutto se in concomitanza con attività fisica intensa), farmaci sedativi, antidepressivi e squilibri ormonali, oltre al fumo e all’assunzione di alcol.


Tratto da “Sorridiamo” e pubblicato dal dr. Fedelfranco Russo il 03-07-2008- Spazio salute – Prevenzione orale

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