Pippo Delbono a Cisternino – incontri e proiezione di "GUERRA" e "QUESTO BUIO FEROCE"

Anna Rita Fersini

Nell’ambito delle azioni di alta formazione del P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV, ritorna in Puglia la compagnia di Pippo Delbono, in residenza per alcuni giorni a Cisternino (BR) dove Pippo Delbono incontrerà il pubblico in due incontri sabato 26 e domenica 27 marzo 2011 alle ore10:00 presso il nuovo Teatro Comunale, in piazza Navigatori.

Pippo Delbono a Cisternino - incontri e proiezione di "GUERRA" e "QUESTO BUIO FEROCE"

Sabato 26 marzo 2011 alle ore 10:00 la proiezione del film "GUERRA" e a seguire incontro con Delbono

GUERRA

un film documentario diretto da Pippo Delbono

Guerra, prodotto da (h)films di Milano, è il film-documentario con cui Delbono, vincitore del Premio Olimpico del Teatro per la sezione Innovazione, esordisce nel cinema. 

Nel gennaio 2003, la sua compagnia teatrale ha attraversato Israele e Palestina per mettere in scena la pièce "Guerra": un progetto teatrale e culturale da cui l‘artista ha tratto ispirazione per realizzare un film su ciò che è accaduto nei teatri e nelle città, sulla scena e nella vita reale. Una storia non lineare che non ha veri e propri personaggi: nello spazio spoglio di un palcoscenico o nelle strade affollate della città vecchia di Gerusalemme si vive – attraverso le azioni fisiche, i gesti degli attori e della gente, le parole e la musica – "una guerra interiore che è poi la guerra del mondo".

Tra appunti di viaggio, emozioni e sguardi, il film racconta storie che attraversano i confini, storie "atroci e allegre, semplici e piene di poesia", sottolineando l‘alta funzione civile del teatro e dell’arte.

Nel cast tecnico, il direttore della fotografia Paolo Santolini e il montatore Marco Spoletini.

 

Domenica 27 marzo 2011 alle ore 10:00 proiezione del film "QUESTO BUIO FEROCE" e a seguire incontro con Delbono

QUESTO BUIO FEROCE

è lo spettacolo di Pippo Delbono (2006) che più coraggiosamente affronta il tabù della morte, scaraventando fin da subito gli spettatori dentro a una scena bianca, candida e abbacinante al tempo stesso, ideata da Claude Santerre. All’interno di questa scatola bianca che si fa sfondo asettico, sala d’attesa d’ospedale, passerella di moda per inquietanti sfilate, si stagliano figure nere come fossero dipinti appartenenti a un corteo funebre, degenti in attesa del loro turno, maschere e damine, simbolo di una Venezia sfatta e morente, che sfilano altere. Le musiche scandiscono i quadri che si succedono e si danno ragione l’un l’altro, solo in apparenza frammentari com’è la vita che si nutre di singoli istanti fino a comporre il disegno generale. Il palcoscenico si fa terreno d’incontri: due Arlecchini che si sfregano il naso in un gesto d’affetto infantile, un Frank Sinatra ! scheletrico sulle note di My way si esibisce con disperazione e ironia, affermando il suo amore per la vita nonostante tutto. 

Il gusto pittorico per le immagini che si stagliano sul fortissimo bianco di base hanno l’incedere di un flusso che di tanto in tanto si arresta procurando un vuoto rarefatto che lascia spazio al racconto di una ragazza al microfono che legge le inserzioni erotiche per cuori solitari o alla confessione di una donna italoamericana che dipinge improbabili quadretti di soavità familiare. In questo universo degradato in cui la normalità viene plasmata dagli spot e dalle soap, gli angeli neri e i dèmoni ambigui, i due Arlecchini che giocano a nascondino, paiono l’unico spiraglio di verità pur quando evocano con dolce e vulnerata grazia quel supremo nascondimento che è la morte. Bianco e nero, vita e morte, stasi e danza, musica e silenzio, inferno e paradiso sono i poli oppositivi attraverso cui il regista costruisce questo struggente viaggio che inabissandosi nel tema della morte, legittima e illumina la vita.! Quel che Delbono porta in scena senza paura è il dolore degli uomini, sbattendo in faccia al pubblico benpensante e pieno di malcelati sensi di colpa la concatenazione di causa-effetto tra il loro benessere e la povertà degli altri: “Milioni di persone muoiono per rendervi liberi e felici… Isolati nei vostri appartamenti con l’aria condizionata voi siete liberi e felici” recita una voce amplificata e distorta. Delbono e la sua compagnia improbabile e colorata, le cui facce raccontano la vita e i corpi sono scarnificati oppure pieni d’energia, riesce a parlare al cuore e alle viscere delle persone più che alla testa, raccontandoci della vita senza l’ansia di affidare alle parole la spiegazione del senso dello spettacolo.

l‘ingresso agli incontri è gratuito.

info 338.8894550

 

Teatro Comunale di Cisternino, piazza Navigatori, tel 080.4448726

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