Presentato il bozzetto del Manifesto per il 59° Carnevale di Massafra “Magia dello Ionio”

Nicola Andreace

Inaugurazione della Mostra dei Manifesti di Carnevale di Nicola Andreace e presentazione del bozzetto del Manifesto per il 59° Carnevale di Massafra.

Presentato il bozzetto del Manifesto per il 59° Carnevale di Massafra “Magia dello Ionio”

 

     Giovedì 9 febbraio u.s., alle ore 10,30 nella sede dell’Agenzia della Regione Puglia, (ex EPT) nei cui ambienti erano esposti i manifesti di Carnevale di Nicola Andreace, alla presenza di Antonio Cerbino, Assessore alla Cultura e all’Associazionismo del Comune di Massafra, del dott. Giuseppe Spera, del dott. Gianni Iacovelli, di Stella Valle, responsabile della Biblioteca Comunale di Massafra, di autorità, giornalisti di testate cartacee e televisive, si è tenuta la Conferenza Stampa durante la quale è stato presentato il bozzetto del Manifesto per il 59° Carnevale di Massafra, magia dello Ionio. Gli interventi esplicativi del Direttore dell’Agenzia della Regione, di Cerbino, Iacovelli, Spera, e dello stesso Andreace, hanno evidenziato come i Manifesti del Carnevale Massafrese hanno una loro peculiarità, sono ogni anno sempre diversi e sono stati realizzati da Nicola Andreace. È questo un artista complesso, studiato dal mondo accademico e da critici accorsati, i quali hanno analizzato le sue opere, che egli ha cominciato ad esporre dal 1957 nella Pinacoteca di Bari.  Nel suo percorso evolutivo, pur cambiando la tecnica espressiva e i contenuti , che vanno per periodi e cicli,  il tema principale della sua arte è il rapporto tra arte, comunicazione e territorio. Un esempio è la mostra di una selezione di  suoi Manifesti  per il Carnevale di Massafra, allestita a Taranto, nella attuale Regione Puglia, ex sede dell’EPT. Sono vere opere d’arte moderna e contemporanea, che scandagliano, con sguardo metodologico, gli aspetti socio-antropologici e di costume della microstoria della cittadina ionica tarantina inserita nella macrostoria nazionale. Infatti Andreace ha ritenuto sempre necessario tener conto dell’ambiente entro il quale l’opera nasce, dei dati psicologici, antropologici, che non possono andare disgiunti da un approccio estetico. Questa mostra  risulta  di grande interesse perché mette in luce quanto possa valere lo stimolo creativo alla crescita socio-economica di una collettività. Attraverso i poster con diversi codici grafici Andreace racconta una piccola storia della sua terra. Raffigurando la realtà, si serve di metafore per offrire esempi in cui le infinite sfumature e interpretazioni, la corposità delle immagini, la luminosità, l’incanto polisensoriale sono restituiti dall’arte come documenti visivi, che testimoniano la parallela storia della società e dell’estetica. 

Anche nell’ultimo Manifesto per il 2012, anno di crisi e di desiderio di pace, così Andreace spiega il suo ultimo lavoro: 

Quest’anno, il Manifesto ufficiale per il 59° Carnevale di Massafra, “magia dello Ionio”,  volendo, – attraverso la storia, la memoria e la  natura-, alimentare l’orgoglio dell’identità, con la consapevolezza della propria tradizione e della capacità di essere uniti per esaltare il meglio del territorio, sottolinea il protagonismo dell’intera collettività, che fa della condivisione la condizione dell’accoglienza. Per rappresentare questo, ho raffigurato un teatro onirico con tenere immagini infantili, impegnate in un gioioso girotondo: sono figure incantate, ingenue, simbolo di un

quotidiano allusivo al desiderio di una realtà migliore. Il sogno si scopre nella luce del verde brillante del territorio e brucia nei colori del cielo, nelle architetture del tempio magno-greco, nell’immagine sacra della civiltà rupestre, tracce persistenti del nostro passato, che invitano, come in un’estasi, a chiudere gli occhi e a ricordare, sotto la spinta di pulsioni emozionali, le nostre radici (Civiltà magno-greca e Civiltà rupestre), a cogliere la transitorietà e la bellezza del mondo, a scoprire ombre in movimento, con i loro vani ingombri di assedio aculturale. Ecco, allora, una suggestiva trama di appassionato impegno estetico, dove il passato non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco, dove forma e colore si fondono con un’intensità descrittiva, ricca d’intimità e di allusioni, di equilibrio armonico che crede nella forza del progresso e guarda con fiducia al futuro. Per questo così ho sintetizzato i significati del Manifesto:

Carnevale è cultura, orgia di colore, di allegria e di spensieratezza, tradizione e memoria del passato, certezza del presente e speranza del futuro. 

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