Prove Medievali per l’assegnazione del Palio del Torneo di Oria

L’ARIETE

A questa prova prendono parte due atleti per ogni rione. Al via del giudice di campo, imbracciano un ariete pesante ottantacinque chili e lo trasportano per 65 metti fino a sfondare un portone. Poi, un atleta per rione raccoglie la bandierina con i colori rionali posta al di là del portone per tornare velocemente al punto di partenza. È chiaro il riferimento simbolico all’assalto di un castello che nel Medioevo avveniva spesso utilizzando pesanti arieti in grado di sfondare anche i portoni più resistenti.

IL PONTE

Un atleta per ogni rione, al via del giudice di campo, percorre un tracciato di circa duecento metri (diviso in quattro parti da 50 metri ciascuna) durante i quali incontrerà diversi ostacoli (asse di equilibrio, scalinate e ponte) che dovrà superare senza esitazioni prima di raggiungere una scala, in cima alla quale dovrà collocare la bandierina del proprio rione ed alzare il braccio in cielo in segno di vittoria. Una prova molto spettacolare e incerta che simboleggia le difficoltà che i cavalieri medievali incontravano nei loro percorsi spesso accidentati dimostrando grande capacità nel superare gli ostacoli.

LA BOTTE

Un atleta per ogni rione, al via del giudice di campo, percorre novantacinque metri fino a raggiungere una botte. Dopo averla attraversata, raccoglierà una bandierina con i colori rionali e (dopo essersi nuovamente infilato nella botte) tornerà al punto di partenza. È una prova di velocità che simboleggia la scaltrezza di chi era spesso costretto a fuggire superando anche strani ostacoli come, per l’appunto, una botte.

IL FORZIERE

(o “La Cascia”) Un atleta per ogni rione, al via del giudice di campo, raggiunge un forziere (detto “Cascia”) pesante circa ottanta chili e lo trascina, grazie ad una corda, per circa sessanta metri prima di aprire il forziere stesso per prendere una bandierina con i colori rionali custodita all’interno, che poi dovrà issare su un apposito supporto dopo aver percorso di corsa altri venti metri. Si tratta di una prova di forza dal valore simbolico, legata soprattutto al mistero dei forzieri, tipico dell’epoca medievale quando spesso potevano contenere tesori nascosti che potevano cambiare la vita di un uomo.

VELOCITÀ E DESTREZZA

(o “Pertica”) Un atleta per ogni rione, al via del giudice di campo, dopo aver percorso un tratto di corsa lungo circa cinquanta metri, raggiunge una corda (“pertica”) all’estremità della quale è collocata una bandierina con i colori rionali che dovrà essere recuperata e poi issata, dopo un ulteriore tratto di corsa, all’estremità di una scala a pioli. Vince chi per primo solleva il braccio in segno di vittoria dopo aver collocato la bandierina nell’apposito supporto. Una prova in cui le doti dell’atleta devono essere la velocità e la destrezza per simboleggiare un vero e proprio assalto al castello con ogni mezzo: corde scale di fortuna comprese.

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