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Roma – Mostra di RossoCinabro: Surreale quotidiano

Una mostra dal ritmo incantato, come  un viaggio nei sogni degli artisti che si perdono con la testa tra le nuvole in una terra di frontiera spezzata tra la durezza della realtà e l’incanto dei sogni.

Sogno, surrealismo, inconscio, mistero… C’è un sentimento che vogliamo mettere in evidenza ed è l’intuizione dell’artista che svela una realtà.

Il Surrealismo fa entrare nell’arte ciò che per secoli era stato considerato evanescente rispetto alla fisicità del cosiddetto mondo reale, il sogno!

Proust fa dire ad Elstir, il pittore: ‘Se un piccolo sogno è pericoloso, la cura nei confronti di questo non è sognare meno, ma sognare di più, il sogno intero!’.

L’artista trova nell’attività onirica la radice della creazione e tutti noi prendiamo visione del suo mondo creativo  tramite l’elaborazione del suo sogno.

Otto sono gli artisti presenti in mostra, cosa  hanno in comune?  Niente,  per una ragione semplice: ognuno di questi artisti ha obbedito al consiglio che dà Polonius a suo figlio ne l’Amleto: “Con te stesso sii sincero, e come al giorno segue la notte, non potrai essere falso con nessuno”. Così ognuno di loro ha espresso il proprio mondo interiore, un mondo che è sempre puramente individuale e quindi unico.

Occuparsi di arte è, comunque, creare uno spazio interlocutorio col mondo della psiche e delle relazioni umane, perché l’incontro con una forma d’arte si rivela un valido strumento conoscitivo di analisi e di ricerca esistenziale.

Cosa succede all’interno dei meccanismi dell’inconscio è un mistero. La parte sognante di ciascun artista  entra in questi meandri cerebrali, al centro di queste zone buie dell’animo umano “per vedere di più” ed sviluppare, organizzare, intuire la scintilla creativa del proprio sogno per poi,  portarla alla luce.

Il Surrealismo non è stato una scuola letteraria o solo un movimento artistico. Il Surrealismo è una  filosofia di vita che ha fatto sua l’ingiunzione dell’oracolo scolpita sul corridoio del tempio di Apollo a Delfi: ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ (gnothi seauton), e cioè conosci te stesso. In effetti  il surrealista ha l’ambizione sconfinata di trasformare  il mondo e la vita, ma si rende conto che per riuscirci è prima necessario capire se stesso. Ciò significa conoscersi, esplorare il proprio inconscio, che, come la parte sommersa dell’iceberg, rappresenta i nove decimi della nostra personalità.

Alla domanda cosa resta del Surrealismo oggi, Arturo Schwarz risponde: «Tutto. Non ho in mente arte o poesia, cinema e teatro, fotografia o libri. Penso a una filosofia di vita, a uno stato d’animo, a una morale, una purezza, un bisogno di libertà. Come dalla nozione di lotta di classe o di inconscio, dal Surrealismo non si può tornare indietro: col Surrealismo, qualcosa è successo per sempre».

Artisti: Alessandro Bianchi, Veronica Bonini, Beatrice Crotti, Elisa Latini, Cristina Madini, Giulio Cesare Matusali, Daniela Rebecchi, Rosario Tortorella.

A cura di Cristina Madini

18 – 28 settembre 2012

 

RossoCinabro

Via Luigi Borsari 12

00122 Roma

Tel. 06 60658125

Visit: rossocinabro.com

Opening 18 settembre ore 18:00

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