Roma – Mostra fotografica di Pietro Barone di Oria: Città in attesa – libertà effimera

 

Il suo lavoro nasce inconsciamente dal desiderio utopistico di restituire alla metropoli un ruolo che non la veda più nella situazione di passività, rispetto alla gente che vi abita, ma come figura di spicco. La città passa dalla statica scenografia di un’azione all’azione stessa, diventandone protagonista unica e riappropriandosi dei suoi spazi. Tutto questo però è una condizione precaria, un tempo di attesa nella consapevolezza di una libertà provvisoria. L’uomo non si vede ma i segni del suo imminente arrivo sono tangibili nella scena. Una scena che rapidamente tenderà a mutare riportando la città nella dimensione per cui è stata costruita. Nelle sue foto il vuoto sembra dominare la scena, ma come spiega l’autore, tutto questo è solo apparenza e rimarrà tale finché non sapremo andare oltre con lo sguardo. Ci sono, infatti, luoghi pieni di gente dove si percepisce il nulla più assoluto, in quanto l’uomo nel suo frenetico movimento ha perso i segni della propria umanità. Ci sono altri luoghi, invece, dove il vuoto non spaventa poiché saremo noi in prima persona a riempirlo con la nostra immaginazione grazie agli spazi silenziosi che abbiamo a disposizione.

Il fotografo-critico Maurice Carucci sulla mostra ha detto: “Stop, pausa, play. I tipici comandi di un videoregistratore nelle abili mani di Pietro Barone, che ci regala una visione della città dinamicamente statica. Il nastro del quotidiano, qui riavvolto, mostra un'anima nascosta del territorio urbano. Passivo e spettatore durante la riproduzione, protagonista e maestoso se messo in pausa. Limpidi e veri questi fermo immagine. Ma è già tempo di riprendere la visione”.

Nota biografica: Pietro Barone nasce a Oria nel 1978. Nel 2001 si trasferisce a Roma dove si diploma in Comunicazione Visiva presso l’Istituto Europeo di Design. Parallelamente all’attività di graphic designer matura l’interesse per la fotografia, coltivandola da prima come autodidatta e dal 2011 seguendo diversi corsi e workshop presso Officine Fotografiche. La sua ricerca fotografica si proietta, in particolar modo, verso il paesaggio urbano e le varie sfaccettature delle città. Nel 2011 espone per la prima volta in una collettiva d’arte, dal titolo “Metamorfosi”, presso il  “Nuovo Quartiere San Donato – Edificio Umif di Firenze, una serie d’immagini fotografiche che raccontano come il tempo abbia cambiato edifici industriali chiusi da decenni. Nel 2012 firma il suo primo importante progetto da titolo “Città in Attesa” per il quale riceve numerosi apprezzamenti e uno spazio espositivo presso il Teatro Eliseo di Roma.

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