Sapori e tradizioni del Natale con la Sagra della Pettola. Rione Lama Oria

Sapori e tradizioni del Natale: Pettole, processione, omaggio floreale, con i Vigili del Fuoco, alla statua dell’Immacolata, sbandieratori e serata musicale

Sapori tradizioni del Natale Sagra della Pettola
Cliccare qui per ingrandire l’immagine

Sapori e tradizioni del Natale con la Sagra della Pettola. Rione Lama Oria.

Il Rione Lama di Oria anche quest’anno aprirà il calendario della tradizione natalizia oritana nel giorno dell’Immacolata con la Sagra della Pettola, evento dedicato al gustoso prodotto tipico del territorio. 

Domenica 8 dicembre 2019, a partire dalle ore 18.00, in piazza Lama sarà possibile degustare pettole proposte in differenti gusti, abbinate a vino. Alle 18.30 sarà accolta la processione dell’Immacolata e si terrà il consueto momento cerimoniale con l’omaggio floreale alla statua dell’Immacolata da parte del Rione Lama con la collaborazione del distaccamento di Francavilla Fontana del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e del gruppo musici e sbandieratori “Rione Lama”. Contestualmente il Rione Lama donerà un defibrillatore ad AVIS comunale di Oria. 

La Sagra della Pettola proseguirà per tutta la serata, accompagnata dalla musica live di “Luci dell’Est” e di “Arena Rock“.

Luci est Arena rock

RIONE LAMA

Stemma-Rione-Lama-180Questo Rione deve il suo nome alla sua collocazione nella “Lama”: ossia la pianura verso la quale confluivano le acque defluenti dal Colle del Castello. In questo Rione vi era la terza porta della città, detta Porta di Brindisi, che fu demolita nel 1862. Non molto distante dalla Porta vi era il Convento dei Frati di San Francesco di Assisi “fondato da esso istesso… che in sua memoria vi lasciò un arbore di Merangio da se piantato… “. Ciò sarà avvenuto dopo il 1221, ossia dopo il ritorno di San Francesco dall’Oriente. La primitiva costruzione fu la piccola Chiesa della Madonna di Costantinopoli, in seguito demolita. La seconda chiesa fu fatta costruire intorno al 1437 da Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, principe di Taranto. La terza costruzione, cominciata nel 1774 e ultimata nel 1785, ha incorporato in sé la seconda il cui vecchio ingresso, adorno di capitelli ed archi, si vede ancor oggi murato sul muro occidentale. Dal 1887 il Convento francescano fu adibito a Ospedale Civile. Fulgidissimo esempio di umile letizia francescana fu il Beato Francesco da Durazzo, vissuto in quell’antichissimo monastero, dove si spense il 305. Le sue reliquie sono oggetto di particolare venerazione e viene commemorato la domenica in albis. La sua statua è posta nell’orto attiguo alla chiesa, opera del maestro A. Bujar. Nella Chiesa di san Francesco d’Assisi si può ammirare il “Gruppo litico della pietà” sec. XV di autore ignoto. A circa 3 km si trova la Chiesa rupestre di Santa Maria di Gallana (sec. VIII-IX) ove sono conservati numerosi affreschi e un bellissimo “presepe litico” (sec. XV). 

I colori che lo distinguono sono il verde e il giallo-oro. Lo stemma è diviso trasversalmente in due bande: in una compare un albero di arancio verde su campo giallo-oro e nell’altra un pozzo giallo-oro su campo verde: si tratta di simboli che si richiamano al passaggio in questo territorio di San Francesco d’Assisi, nel cui giardino attiguo alla parrocchia che porta il suo nome esiste ancora l’albero che secondo la tradizione fu messo a dimora proprio dal Poverello di Assisi che volle anche scavare un pozzo. Il Rione, dal 1985, è gemellato con il Rione Bianco di Faenza e nello stesso anno nasce il gruppo sbandieratori “Rione Lama”. Nel corso dell’anno questo rione organizza diverse manifestazioni come la “Pettolata” e la “Pedalata”. Monumenti da visitare: la chiesa di S. Francesco D’Assisi, la chiesetta di S. Maria di Gallana, la colonna dell’Immacolata, il Monumento ai caduti sul lavoro, la villa Comunale, il Palazzo di Città ed il Palazzetto dello Sport.

Controllare anche

Episcopio di Oria

Episcopio di Oria: progetto valorizzazione, primi in graduatoria regionale

Episcopio di Oria: progetto Città invisibile… finanziato per la valorizzazione e la fruizione dai visitatori del complesso Monumentale e del Museo diocesano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Share14
Tweet
WhatsApp
Email