Si ritorna a parlare degli Additivi Cancerogeni

 

Comunicato ACLI Brindisi – Documento Uniconsum

Il volantino è cominciato a circolare nel 1977 e non si contano le smentite delle autorità sanitarie. Una risposta esauriente è quella data da "Uniconsum".

 

Fonte: Uniconsum

 

    È ricominciato a circolare su Internet il volantino di Villejuif, lo pseudo-documentosugli additivi pericolosi, che sembra indistruttibile. Questa volta è attribuito al Centro anti-tumori di Aviano, ma non si contano ASL, ospedali, circoscrizioni comunali, scuole, eccetera, che hanno diffuso questo falso. In genere si tratta di iniziative personali di dipendenti che, forse, credono in buona fede che gli additivi elencati siano cancerogeni. In Italia questo volantino è cominciato a circolare dal 1977 e non si contano le smentite delle autorità sanitarie. Contiene un elenco di additivi, alcuni perfino inesistenti, suddivisi in “inoffensivi”, “sospetti” e “tossici”, di cui è indicato come il più pericoloso l’E 330, che è l’acido citrico naturalmente presente in moltissimi frutti. Ma in quest’ultimo caso il Centro di Aviano lo confonde con il glutammato monosodico, quello che sta nei dadi da brodoTanto dovrebbe bastare per screditare il volantino e, oltretutto, gli additivi sono indicati soltanto con la sigla europea, mentre normalmente nelle etichette alimentari è riportato il nome chimico, per cui i consumatori non capiscono i riferimenti e telefonano alle associazioni dei consumatori per sapere i nomi degli additivi corrispondenti alle sigle. È una continua perdita di tempo, anche perché è difficile convincere le persone che si tratta di una baggianata. Ma c’è anche il sospetto che qualcuno lo diffonda strumentalmente per screditare alcune marche, in quanto vengono indicati in calce diversi prodotti come merendine, dolciumi, bibite e aperitivi che conterrebbero gli additivi tossici. Ma i consumatori ci credono perché generalmente gli additivi sono considerati come qualche cosa di non desiderabile e sono avvolti da un’ombra di sospetto o addirittura di infamia. Forse questa immagine negativa deriva anche da una scelta infelice del termine, che ha il significato un po’ oscuro di qualche cosa che “si aggiunge” e che, quindi, dovrebbe essere superflua, al contrario degli aromi, che pure sono parenti degli additivi ma sono tranquillamente accettati dal consumatore, così come i “miglioratori” del pane. Basta cambiare il nome. Forse gli additivi fanno anche pensare a sostanze manipolate dai chimici nel chiuso dei laboratori e inventate in tempi moderni per attentare all’antica genuinità dei cibi. Eppure già nel primo secolo dopo Cristo i romani avevano imparato a trattare il vino con l’anidride solforosa per evitare che diventasse aceto, gli antichi egizi usavano lo zafferano per colorare gli alimenti e nel Medioevo era conosciuto l’effetto del salnitro (nitrati) per conservare meglio la carne e mantenerne vivo il colore. I nitrati hanno salvato tante vite umane dal mortale botulino, il germe che viene bloccato proprio da questi additivi, che si trovano naturalmente anche nella saliva umana.

Quasi sempre, poi, gli additivi si ricavano dai vegetali, dagli alimenti, in poche parole dalla natura. L’acido citrico sta nei limoni e in altri frutti, l’acido ascorbico è la vitamina C, i tocoferoli la vitamina E, la lecitina sta nel rosso d’uovo e nella soia, l’agar-agar è estratto da un’alga marina e anche altri additivi dal nome apparentemente complicato, come i mono e digliceridi degli acidi grassi, sono naturalmente presenti negli altri alimenti che si mangiano ogni giorno.

Spesso l’additivo non è indicato in etichetta con il nome proprio, ma con una sigla formata da una “E” (significa Europa) e da un numero. E’ un codice stabilito dalla CE per rendere uniforme in tutti i Paesi europei l’indicazione degli additivi, tra i quali rientrano pure i coloranti. Da E 100 a E 199 sono classificati, appunto, i coloranti, a gruppi di decine: per esempio, fra E 100 ed E109 è compresa la famiglia dei coloranti gialli, fra E110 ed E 119 i coloranti arancioni, fra E 120 ed E 129 i coloranti rossi e così via. Da E 200 in poi, invece, sono classificati gli additivi, suddivisi in varie classi, ognuno dei quali ha spesso un limite di impiego: in altre parole, deve essere usato soltanto per determinati alimenti indicati dalla legge e non se ne può usare più di una certa quantità, pure stabilita dalla legge, che generalmente è una dose piccolissima, nell’ordine di milligrammi. Tale dose fa riferimento alla DGA (dose giornaliera ammissibile) fissata da un apposito Comitato scientifico della CE: a scopo precauzionale, la DGA è, per l’uomo, la centesima parte di quella che è risultata innocua per l’animale da laboratorio sul quale è stata sperimentata per molti anni e con varie prove.

Per ogni additivo, quindi, si pretende una sicurezza al cento per cento; inoltre è vietato usare additivi che non siano espressamente autorizzati e inclusi nella lista di quelli permessi (la cosiddetta “lista positiva”), dopo ripetute prove scientifiche assai più severe di quelle richieste per gli alimenti veri e propri, che a volte non sono soggetti neanche a norme.


Comunicato ACLI Brindisi


NOTA BENE: L'ADDITIVO E330 (glutammato monosodico) È IL PIU' PERICOLOSO

ALIMENTI DI LARGO CONSUMO CONTENENTI ADDITTIVI TOSSICI

MERENDINE:

Buondì Motta; Jolly Alemagna; Merendine Fabbri; Tin Tin Alemagna; Merendine Briciola.

BIBITE: 

Aranciata San Pellegrino; Bitter Analcolico: Gingerino; Spume; Crodino; Aranciata Cin Cin; Aranciata Lievissima.

APERITIVI:

Aperol; Gancia; Americano; Rosso Antico; Amaro Cora; Clunol; Vov; Punch al Mandarino;

DOLCIUMI:

Caramelle Perugina alla frutta e formato a spicchi ( limone e arancia) Caramelle fondenti (perugina) ed Assortite Sette Sere ( perugina) Charms ( alemagna)

SIGARETTE: MMS; MARLBORO; KIM; MULTIFILTER

PRODOTTI DI LEVITAZIONE:  lievito BERTOLINI

FERMATE L'USO DI QUESTI ADDITIVI ; SELEZIONANDO I PRODOTTI CHE COMPRATE È IL CONSUMATORE CHE CONDIZIONA LA SCELTA DEI FABBRICANTI.

RIPRODUCETE QUESTO DOCUMENTO; DISTRIBUITELO AD AMICI E CONOSCENTI: UTILIZZATELO A DIFESA DELLA VOSTRA E DELL' ALTRUI SALUTE:

DISTRIBUITELO!!!!

Ci è stato chiesto di diffondere il più possibile quest'informazione:

Il cloridrato di alluminio sarebbe la causa di numerosi cancri al seno.

una specialista in biologia cellulare, la sig.ra Gabriela Casanova Larossa dell'università in Uruguay ha scritto questa spiegazione sulle origini del cancro al seno:

Qualche tempo fa ho assistito ad un seminario che trattava del cancro al seno. Al momento delle domande-risposte, ho chiesto perché l'ascella è il posto dove si sviluppa maggiormente un cancro al seno.

Allora non ho avuto risposta alla mia domanda, ma ho appena ricevuto una lettera che risponde alla mia domanda, e desidero condividerla con voi.

La causa principale del cancro al seno è l'utilizzo di ANTI-TRASPIRANTI 

La maggioranza dei prodotti sul mercato sono una combinazione di anti-traspiranti e deodoranti.

Guardate, la combinazione dei prodotti che avete in casa. Se ce ne sono che contengono cloridrato di alluminio (anche deodoranti) bisogna buttarli via e trovare altre marche che non hanno componenti a base di alluminio. Ce ne sono sul mercato.


Eccovi una spiegazione molto semplice.

Il corpo umano ha solo poche zone suscettibili di eliminare le tossine: dietro alle ginocchia, tra le gambe e tra le ascelle.

Le tossine vengono eliminate sotto forma di sudorazione. Gli anti -traspiranti impediscono questa sudorazione, quindi EVITANO la missione del corpo che consiste nell'eliminazione delle tossine attraverso le ascelle.

Queste tossine non scompaiono. Sono trattenute nelle ghiandole linfatiche che si trovano sotto le braccia.

La maggioranza dei cancri al seno iniziano in questa regione superiore al seno.

Gli uomini sono meno suscettibili di sviluppare questo tipo di malattia perché anche se utilizzano anti-traspiranti questi vengono trattenuti in superficie dai peli delle ascelle e non vengono applicati direttamente sulla pelle.

Le donne che si rasano sotto le ascelle  accrescono il rischio di piccole ferite causate dalla lametta e applicando questo prodotto subito dopo la rasatura permettono ai prodotti chimici di penetrare più facilmente nel corpo.

Per favore, informate tutte le donne e gli uomini che conoscete.

Il cancro al seno prende proporzioni veramente allarmanti! Se con questa nota, possiamo evitarne qualcuno…..

GRAZIE!!! 

Per favore, permettete a questa nota di continuare a fare il giro del mondo. 

È LA NOSTRA CANDELA PER LA LOTTA CONTRO IL CANCRO. 

La “Candela” delle ACLI per la lotta contro il Cancro

Le ACLI accendono una candela per la lotta contro il cancro

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